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	<title>Cronaca &#8211; Latoga.it</title>
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	<description>Blog d&#039;informazione legale</description>
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	<title>Cronaca &#8211; Latoga.it</title>
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		<title>Dazi e paradossi, l’Europa critica Trump ma rischia di imitarlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 09:52:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La doppia faccia del protezionismo, Bruxelles contro i prezzi sleali, ma il mercato nero – digitale – parallelo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La doppia faccia del protezionismo, Bruxelles contro i prezzi sleali, ma il mercato nero – digitale – parallelo dilaga</p>



<p><em>Di Enrico Pellegrini:</em></p>



<p>In questi mesi a Bruxelles è in corso un procedimento tecnico, dal nome freddo e burocratico: riesame intermedio parziale delle misure antidumping sulle importazioni di stoviglie e articoli da cucina in ceramica e porcellana dalla Cina (procedura R831).<br>Dietro questa sigla si nasconde però un tema molto concreto:<br>il prezzo dei piatti, tazze, servizi da tavola che tutti compriamo nei negozi della grande distribuzione;<br>il destino di migliaia di lavoratori impiegati nei magazzini, nei punti vendita, nella logistica;<br>l’equilibrio tra la tutela dell’industria europea e il potere d’acquisto delle famiglie.<br>Un primario operatore della distribuzione organizzata non alimentare – uno dei maggiori player europei del settore, con centinaia di punti vendita e migliaia di addetti tra diretti e indotto – ha scelto di intervenire in questa procedura, assistito dallo Studio Legale Pellegrini, per far valere le proprie ragioni davanti alla Commissione europea.<br>Cosa sono i dazi antidumping<br>In sintesi:<br>L’UE applica un dazio “normale” (MFN) alle importazioni; è la tariffa doganale standard, uguale per tutti i paesi con cui non ci sono accordi preferenziali.<br>Per molte stoviglie in ceramica, questo dazio è attorno al 12%.<br>Quando si ritiene che un paese esporti a prezzi anormalmente bassi (dumping) e questa pratica danneggia i produttori europei, l’Unione può aggiungere un dazio antidumping, cioè un “sovrapprezzo” pensato per riportare i prezzi su livelli considerati corretti.<br>Oggi, sulle stoviglie in ceramica provenienti dalla Cina, l’UE applica:<br>dazio doganale normale (MFN) circa 12%<br>dazio antidumping attuale = 17,9%<br>Totale prima dell’IVA: circa 29,9% sul valore in dogana.<br>Questi dazi sono in vigore da anni, rinnovati più volte, per proteggere un’industria europea storica e importante: quella della ceramica da tavola.</p>



<p>Cosa sta cercando di fare la Commissione europea<br>Nel 2024, la federazione europea dei produttori di stoviglie in ceramica ha chiesto a Bruxelles di rivedere i dazi sostenendo che:<br>la Cina avrebbe aumentato ulteriormente la capacità produttiva;<br>il settore si sarebbe riorganizzato in grandi poli industriali in grado di produrre volumi enormi a costi molto bassi;<br>i prezzi all’esportazione verso l’Europa sarebbero scesi in modo non spiegabile solo con il mercato, ma anche con sussidi e distorsioni interne (energia, materie prime, credito, ecc.).<br>La Direzione Generale Commercio (DG Trade) ha aperto quindi il riesame R831 e, dopo un anno di istruttoria, ha inviato alle parti interessate un documento di comunicazione finale (disclosure) in cui:<br>conferma di ritenere ancora presente il dumping;<br>ritiene le misure attuali (17,9%) insufficienti;<br>propone di innalzare il dazio antidumping al 79%.<br>Questo 79% non si somma al 17,9%:<br>lo sostituirebbe integralmente.<br>Quindi, se la proposta venisse approvata, lo schema diventerebbe:<br>12% dazio normale<br>79% dazio antidumping<br>Totale dazi: 91% prima dell’IVA.</p>



<p>Tempistiche: quando potrebbe entrare in vigore il 79%?<br>La procedura ha una tempistica abbastanza precisa:<br>19 dicembre 2024<br>Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale UE dell’avviso di apertura del riesame intermedio R831.<br>Da qui decorrono i termini per presentare dati, questionari e osservazioni.<br>Luglio–novembre 2025<br>La Commissione analizza i dati forniti da esportatori cinesi, produttori europei, importatori, distributori.<br>Si svolgono audizioni, richieste di chiarimenti, scambi di documenti.<br>26 novembre 2025<br>La Commissione invia alle parti interessate la comunicazione finale (disclosure), con i calcoli dei nuovi margini di dumping e la proposta di dazio al 79%.<br>Alle parti viene assegnato un termine molto breve per replicare.<br>8 dicembre 2025<br>Scadenza per l’invio di osservazioni e opposizioni alla proposta (è entro questa data che lo Studio Pellegrini ha depositato, in nome e per conto del grande operatore europeo, una memoria difensiva molto articolata).<br>Fase attuale (dicembre 2025 – inizio 2026)<br>La Commissione esamina i commenti ricevuti;<br>valuta se confermare, modificare o attenuare la proposta;<br>consulta gli Stati membri nel comitato antidumping: qui si misura il consenso politico.<br>Decisione finale e pubblicazione<br>Sulla base delle informazioni circolate tra gli operatori (e delle lettere inviate dagli esportatori cinesi ai loro clienti europei), la decisione finale potrebbe essere adottata intorno a marzo 2026.<br>In genere il provvedimento è un Regolamento di esecuzione della Commissione, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea – Serie L.<br>Entrata in vigore<br>Di regola, l’entrata in vigore decorre dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta.</p>



<p>Esempio pratico:<br>se il regolamento venisse pubblicato il 18 marzo 2026,<br>i nuovi dazi si applicherebbero alle importazioni registrate in dogana dal 19 marzo 2026.<br>È importante sottolineare che, fino a quel momento, continua ad applicarsi il dazio antidumping del 17,9%.</p>



<p>Quanto pesa davvero un dazio del 79%?<br>Facciamo un esempio molto concreto.<br>Immaginiamo di importare un set di piatti con valore CIF (costo + assicurazione + trasporto fino alla frontiera UE) pari a 100 euro.<br>Oggi (17,9% antidumping)<br>Dazio normale (12%) = 12 €<br>Dazio antidumping (17,9%) = 17,90 €<br>Totale dazi = 29,90 €<br>Base IVA = 100 + 29,90 = 129,90 €<br>IVA 22% circa 28,58 €<br>Costo complessivo in dogana ≈ 158,48 €</p>



<p>Scenario con 79% antidumping<br>Dazio normale (12%) = 12 €<br>Dazio antidumping (79%) = 79 €<br>Totale dazi = 91 €<br>Base IVA = 100 + 91 = 191 €<br>IVA 22% ≈ 42,02 €<br>Costo complessivo in dogana ≈ 233,02 €</p>



<p>Differenza netto-importatore per 100 € di merce:<br>Oggi: 158,48 €<br>Con 79%: 233,02 €<br>Aumento: +74,54 € su ogni 100 € di merce.</p>



<p>Chi pagherebbe il conto?<br>In teoria, i dazi li paga l’importatore.<br>In pratica, il costo viene:<br>in parte assorbito sui margini (fino a un certo punto),<br>in parte ribaltato sui prezzi dei prodotti venduti nei negozi.<br>Chi è davvero esposto?<br>I grandi operatori della distribuzione organizzata<br>Reti con centinaia di punti vendita, migliaia di dipendenti diretti e nell’indotto.<br>Margini unitari bassi, compensati dal volume.<br>Un dazio che passa dal 17,9% al 79% stravolge i conti economici:<br>alcuni prodotti diventano non più sostenibili;<br>certe linee di prodotto possono sparire dagli scaffali;<br>i punti vendita meno redditizi rischiano di chiudere.<br>La base occupazionale<br>Addetti ai punti vendita, logistica, magazzini, trasporti, servizi esternalizzati.<br>L’impatto non si esaurisce sulle importazioni: se un operatore riduce drasticamente i volumi, taglia ordini, chiude magazzini, rinvia investimenti.<br>Ciò significa meno lavoro, meno stabilità, meno sviluppo territoriale, soprattutto nelle aree dove i poli commerciali sono importanti per l’occupazione locale.<br>Le famiglie e i consumatori finali<br>Le stoviglie in ceramica e porcellana sono prodotti di uso quotidiano presenti in ogni cucina.<br>Un forte aumento dei prezzi colpisce in modo regressivo, chi ha redditi bassi risente maggiormente dell’aumento (ad esempio) di 2–3–5 euro sul singolo set di piatti.</p>



<p>Perché un grande operatore della distribuzione è sceso in campo<br>Il primario player europeo assistito dallo Studio Pellegrini è diventato parte attiva nella procedura R831 perché:<br>importa ogni anno volumi importanti di stoviglie dalla Cina,<br>rifornisce centinaia di punti vendita sul territorio,<br>dà lavoro a migliaia di persone tra diretti e indotto.<br>Nell’opposizione presentata alla Commissione:<br>si contestano nel merito i metodi di calcolo adottati;<br>si mette in evidenza la sproporzione di una aliquota al 79% in rapporto al danno effettivo;<br>si sottolinea l’assenza di una valutazione equilibrata dell’interesse dell’Unione, che deve includere non solo i produttori, ma anche:<br>importatori,<br>occupazione nella distribuzione,<br>consumatori.<br>Viene inoltre proposto alla Commissione di valutare soluzioni alternative, ad esempio:<br>impegni di prezzo (minimi garantiti) con i principali esportatori cinesi;<br>oppure un dazio più moderato (nell’ordine del 20–30%), che possa evitare gli effetti più distruttivi pur garantendo una tutela effettiva ai produttori europei.</p>



<p>La decisione finale, cosa possiamo aspettarci.<br>Al momento in cui si scrive, la partita è ancora aperta.<br>Le possibilità sono sostanzialmente tre:<br>Conferma piena del 79%<br>Scenario auspicato dall’industria ceramica europea.<br>Rischia però di scontrarsi con un forte dissenso politico di molti Stati membri e con un impatto pesante sui consumatori.<br>Mediazione<br>La Commissione, anche in considerazione delle osservazioni delle parti e del voto degli Stati, potrebbe abbassare l’aliquota o modulare la misura (per prodotti o aziende).<br>È la via del compromesso classico; tutela sì, ma con un peso più sostenibile per la filiera.<br>Ripensamento<br>In questo caso, la Commissione potrebbe rinviare o riformulare la proposta, o limitarsi a mantenere le misure esistenti.</p>



<p>Una vicenda che merita di essere seguita.<br>Il procedimento R831 non è solo una questione tecnica per addetti ai lavori, ma è una storia che riguarda:<br>la capacità delle istituzioni europee di bilanciare gli interessi dei diversi soggetti economici;<br>il tema, sempre attuale, di quanto protezionismo sia compatibile con una economia di mercato aperta e concorrenziale;<br>la tutela effettiva non solo di chi produce, ma anche di chi distribuisce, lavora nei negozi e fa la spesa tutti i giorni.<br>Come Studio legale, il ruolo è quello di portare davanti alla Commissione una voce diversa, concreta, radicata nell’economia reale, quella di un grande operatore europeo che chiede protezione sì, ma non a costo di aumentare il prezzo dei piatti sulle tavole delle famiglie e di mettere a rischio la propria base occupazionale.<br>La decisione definitiva è attesa nei prossimi mesi.<br>Sarà importante, a quel punto, non limitarsi a guardare la percentuale del dazio, ma valutarne l’impatto complessivo sul sistema Paese.</p>



<p>C’è poi un aspetto più ampio che merita una riflessione.<br>Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha criticato con forza la politica commerciale degli Stati Uniti, soprattutto durante l’Amministrazione Trump, accusandola di ricorrere ai dazi come strumento politico più che economico, con il rischio di alimentare tensioni protezionistiche e guerre commerciali. Bruxelles ha ripetuto più volte che i dazi devono essere proporzionati, motivanti, basati su dati verificabili e soprattutto compatibili con l’interesse complessivo della collettività.<br>Eppure, oggi, proprio l’Unione Europea si trova a discutere un provvedimento – il dazio antidumping al 79% sulle stoviglie in ceramica – che, nella percezione di molti operatori e di numerosi Stati membri, rischia di produrre quell’effetto domino che l’UE rimproverava agli Stati Uniti; un incremento tariffario talmente alto da sfiorare, nella sostanza, un quasi-divieto di importazione, con effetti distorsivi sul mercato e penalizzanti per i consumatori.<br>Se è vero che Bruxelles ha sempre rivendicato la propria diversità rispetto a Washington, è altrettanto vero che l’Europa ha la responsabilità, politica prima ancora che economica, di non scivolare nel protezionismo che critica, soprattutto quando il prezzo da pagare ricade su famiglie, lavoratori e imprese che non hanno alcun potere negoziale.<br>Esiste poi un’altra contraddizione che molti nella filiera distributiva non mancano di sottolineare, ossia mentre la Commissione propone dazi altissimi sulla merce importata regolarmente attraverso canali ufficiali, con controlli doganali e verifiche di conformità, non altrettanta energia viene impiegata per contrastare il “mercato parallelo” che prolifera sui social network e nelle piattaforme digitali.<br>Un mercato incontrollato, dove ogni giorno vengono venduti al pubblico prodotti, spesso identici o simili a quelli colpiti da dazio, a prezzi impossibili da sostenere da qualunque operatore che rispetti:<br>il dazio doganale,<br>le norme di sicurezza,<br>le certificazioni,<br>la tracciabilità,<br>la fiscalità ordinaria.<br>Il risultato è che il commercio regolare viene caricato di costi crescenti, mentre il commercio irregolare, sotto tracciato o occulto continua indisturbato a erodere quote di mercato, toglie lavoro alla filiera legale, e crea una concorrenza sleale che nessun dazio potrà mai compensare.<br>In questo quadro, molti operatori ritengono che la Commissione Europea – invece di puntare tutto sulla leva tariffaria – dovrebbe affiancare maggiormente gli Stati membri nel contrasto al mercato nero digitale; piattaforme social dove si vendono stoviglie, giocattoli, elettrodomestici e ogni genere di prodotti a prezzi che nessuna azienda seria potrebbe praticare rispettando norme, salari, tasse, certificazioni e contributi.<br>Il tema non è ideologico, ma profondamente pratico; chi rispetta le regole non può competere con chi non le rispetta, e un dazio del 79% rischia paradossalmente di colpire proprio gli operatori più rigorosi, mentre le vendite irregolari – esentate da ogni dazio e spesso da ogni imposta – continueranno ad aumentare indisturbate.</p>



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		<item>
		<title>Superbonus edilizio, un fallimento certificato</title>
		<link>https://www.latoga.it/2025/07/27/superbonus-edilizio-un-fallimento-certificato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2025 12:50:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica / Edilizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte dei Conti smentisce la narrazione politica. Squilibrio contabile, benefici sovrastimati e oneri a carico delle generazioni&#8230;</p>
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<p>La Corte dei Conti smentisce la narrazione politica. Squilibrio contabile, benefici sovrastimati e oneri a carico delle generazioni future.</p>



<h2 id="di-enrico-pellegrini" class="wp-block-heading">Di Enrico Pellegrini</h2>



<p>Il Superbonus 110% è stato presentato, sin dalla sua introduzione, come un volano per l&#8217;economia nazionale, un&#8217;occasione irripetibile di rilancio del comparto edilizio, di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare e di promozione della transizione ecologica. Ma la retorica politica, oggi, si infrange contro una realtà documentata: quella esposta dalla Corte dei conti, che in una recente relazione ufficiale ha fornito una valutazione impietosa, e per certi versi definitiva, sugli effetti della misura.<br>I numeri sono allarmanti. Secondo i dati consolidati e aggiornati al 31 maggio 2025, elaborati da ENEA e trasmessi alla magistratura contabile, il costo per lo Stato dei soli lavori già conclusi supera i 126 miliardi di euro, con una proiezione finale che raggiunge i 150 miliardi. Una voragine nei conti pubblici, destinata ad appesantire in maniera strutturale il debito nazionale, che ha già superato il 135% del PIL. Ma ciò che più preoccupa è la qualità della spesa: interventi massicci, spesso non prioritari, che hanno avvantaggiato principalmente proprietari di immobili di pregio, residenze unifamiliari e persino edifici storici accatastati in categoria A/9.<br>A mancare, sin dall&#8217;origine, è stata una cornice di sostenibilità giuridico-finanziaria. Nessun limite ISEE, nessun tetto di spesa, nessun criterio selettivo basato sulla reale necessità degli interventi o sulla loro efficienza energetica. Un sistema che ha incentivato l&#8217;accesso indiscriminato agli incentivi, spesso senza un&#8217;adeguata progettazione o controllo preventivo, generando distorsioni di mercato, aumento incontrollato dei costi delle materie prime e congestione operativa nel settore edilizio.<br>Secondo il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, tra il 2020 e il 2023 la spesa complessiva per i bonus edilizi ha toccato quota 186 miliardi di euro, contro 116 miliardi di investimenti effettivi, con una &#8220;spesa morta&#8221; stimata in 70 miliardi. Bankitalia e l&#8217;Ufficio parlamentare di bilancio parlano rispettivamente di inefficienze pari al 27% e al 33%, mentre analisi indipendenti stimano che un euro su 2,5 sia stato assorbito senza reali benefici sistemici. La Cgia di Mestre, dal canto suo, ha calcolato che l&#8217;impatto ambientale positivo sarà riscontrabile solo dopo circa 40 anni. Nel frattempo, si rileva un tasso d&#8217;infortuni in cantiere in netta crescita e un numero significativo di imprese bloccate dal caos normativo sulla cessione dei crediti.<br>Il giudizio della Corte dei conti è dunque netto: una misura nata senza visione strategica, priva di presidi giuridici idonei a prevenire abusi, e incapace di generare una crescita duratura. La magistratura contabile ha sottolineato non solo l&#8217;impatto passivo sulle finanze pubbliche, ma anche il rischio di lesione del principio di equità fiscale, dal momento che le agevolazioni hanno beneficiato in misura prevalente soggetti già abbienti, lasciando fuori le fasce deboli. Una redistribuzione alla rovescia, in violazione dell&#8217;art. 53 Cost.<br>La vicenda del Superbonus interpella dunque non solo l&#8217;efficienza amministrativa, ma la coerenza dell&#8217;azione pubblica con i principi costituzionali. Una riflessione giuridica seria non può ignorare la sproporzione tra costi e benefici, l&#8217;assenza di controlli preventivi, la mancata introduzione di condizioni soggettive e oggettive per l&#8217;accesso al beneficio, e l&#8217;erronea presunzione che la spesa pubblica in sé sia sempre generatrice di crescita.<br>Il tempo della propaganda è finito. Oggi resta il tempo della responsabilità. E della contabilità pubblica, che non è mai neutra. Il Superbonus è stato un caso emblematico di come una misura emergenziale, se non costruita su solide basi giuridiche e tecniche, possa degenerare in un fallimento strutturale. Oggi la magistratura contabile ne certifica il fallimento definitivo.</p>
<a href="https://www.latoga.it/category/cronaca/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Cronaca</b></a>  | <a href="https://www.latoga.it/category/urbanistica-edilizia/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Urbanistica / Edilizia</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2025/07/27/superbonus-edilizio-un-fallimento-certificato/">Superbonus edilizio, un fallimento certificato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Superlega: Cedu, &#8220;Fifa e Uefa stanno abusando di una posizione dominante&#8221;</title>
		<link>https://www.latoga.it/2023/12/21/superlega-cedu-fifa-e-uefa-stanno-abusando-di-una-posizione-dominante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Dec 2023 13:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicato della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo: La Fédération Internationale de Football Association (FIFA) e l’Unione delle Associazioni&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Comunicato della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo:</em></p>



<p>La Fédération Internationale de Football Association (FIFA) e l’Unione delle Associazioni Calcistiche Europee (UEFA) sono associazioni regolate dal diritto privato con sede in Svizzera. Il loro obiettivo è promuovere e stabilire il quadro per il calcio a livello mondiale ed europeo. Hanno adottato regole che conferiscono loro il potere di approvare competizioni calcistiche tra club in Europa e di sfruttare i vari diritti mediatici relativi a tali competizioni.<br>Un gruppo di 12 club calcistici europei, agendo attraverso la società spagnola European Superleague Company, desiderava creare un nuovo progetto di competizione calcistica: la Super League. FIFA e UEFA si opposero al progetto, minacciando di imporre sanzioni a club e giocatori che avessero deciso di partecipare.<br>La European Superleague Company presentò un’azione legale contro FIFA e UEFA davanti al Tribunale Commerciale di Madrid (Spagna), sostenendo che le loro regole sull’approvazione delle competizioni e lo sfruttamento dei diritti mediatici fossero contrarie al diritto dell’UE. Avendo dei dubbi sulla questione, tra l’altro, del fatto che FIFA e UEFA detengono un monopolio su quel mercato, il tribunale spagnolo ha posto delle domande alla Corte di Giustizia.<br>La Corte osserva che l’organizzazione delle competizioni calcistiche tra club e lo sfruttamento dei diritti mediatici sono, evidentemente, attività economiche. Devono quindi rispettare le regole della concorrenza e le libertà di movimento, anche se la ricerca economica nello sport ha alcune caratteristiche specifiche, come l’esistenza di associazioni con poteri regolamentari e di controllo e il potere di imporre sanzioni. La Corte osserva anche che, parallelamente a tali poteri, FIFA e UEFA stesse organizzano competizioni calcistiche.<br>Successivamente, la Corte afferma che, quando un’impresa in posizione dominante ha il potere di determinare le condizioni in cui le imprese potenzialmente concorrenti possono accedere al mercato, tale potere deve essere soggetto a criteri adeguati per garantire trasparenza, obiettività, non discriminazione e proporzionalità, date le possibili conflittualità di interessi. Tuttavia, i poteri di FIFA e UEFA non sono soggetti a tali criteri. FIFA e UEFA stanno quindi abusando di una posizione dominante. Inoltre, a causa della loro natura arbitraria, le regole su approvazione, controllo e sanzioni devono essere considerate restrizioni ingiustificate alla libertà di fornire servizi.<br>Ciò non significa che una competizione come il progetto della Super League debba necessariamente essere approvata. La Corte, avendo ricevuto domande in generale sulle regole di FIFA e UEFA, non si pronuncia su quel progetto specifico nella sua sentenza.</p>



<p></p>
<a href="https://www.latoga.it/category/civile/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Civile</b></a>  | <a href="https://www.latoga.it/category/cronaca/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Cronaca</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2023/12/21/superlega-cedu-fifa-e-uefa-stanno-abusando-di-una-posizione-dominante/">Superlega: Cedu, &#8220;Fifa e Uefa stanno abusando di una posizione dominante&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ricorso Juventus: le motivazioni</title>
		<link>https://www.latoga.it/2023/05/09/ricorso-juventus-le-motivazioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2023 04:44:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicato Coni: Il Collegio di Garanzia dello Sport a Sezioni Unite, presieduto dall’avv. Gabriella Palmieri, ha reso note&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Comunicato Coni:</em></p>



<p>Il Collegio di Garanzia dello Sport a Sezioni Unite, presieduto dall’avv. Gabriella Palmieri, ha reso note le motivazioni riguardo alla decisione assunta, con dispositivo del 20 aprile 2023, a seguito del ricorso presentato dalla società F.C. Juventus S.p.A. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e la Procura Federale FIGC avverso la decisione della Corte Federale di Appello presso la FIGC, Sezioni Unite, n. 0063/CFA-2022-2023, emessa in data 20 gennaio 2023 e depositata in data 30 gennaio 2023, nonché con riferimento ai ricorsi presentati da Andrea Agnelli, Fabio Paratici, Federico Cherubini, Pavel Nedved, Paolo Garimberti, Assia Grazioli &#8211; Venier, Caitlin Mary Hughes, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Enrico Vellano, Maurizio Arrivabene avverso la medesima sentenza della Corte Federale d’Appello presso la FIGC in relazione alle sanzioni agli stessi irrogate.</p>



<p></p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2023/05/Decisione_n._40-2023_-_Ricc._13_14_15_16_17_18_19-2023.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di Decisione_n._40-2023_-_Ricc._13_14_15_16_17_18_19-2023."></object><a id="wp-block-file--media-b2d6a473-b6e5-40f5-bfb1-454b80ea0879" href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2023/05/Decisione_n._40-2023_-_Ricc._13_14_15_16_17_18_19-2023.pdf">Decisione_n._40-2023_-_Ricc._13_14_15_16_17_18_19-2023</a><a href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2023/05/Decisione_n._40-2023_-_Ricc._13_14_15_16_17_18_19-2023.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-b2d6a473-b6e5-40f5-bfb1-454b80ea0879">Download</a></div>
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		<title>Corte Costituzionale: obbligo vaccinale anti Covid a tutela della salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 19:13:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amministrativo]]></category>
		<category><![CDATA[Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicato della Corte Costituzionale: La Corte ha ritenuto inammissibile, per ragioni processuali, la questione relativa alla impossibilità, per&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Comunicato della Corte Costituzionale:</em></p>



<p>La Corte ha ritenuto inammissibile, per ragioni processuali, la questione relativa alla impossibilità, per gli esercenti le prof essioni sanitarie che non abbian o adempiuto all’obbligo vaccinale, di svolgere l’attività lavorativa, quando non implichi contat ti interpersonali. Sono state ritenute invece non irragionevoli, né sproporzionate, le scelte del legislatore adottate in periodo pandemico sull’obbligo vaccinale del personale sanitario. Ugualmente non fondate, infine, sono state ritenute le questioni p roposte con riferimento alla previsione che esclude, in caso di inadempimento dell’obbligo vaccinale e per il tempo della sospensione, la corresponsione di un assegno a carico del datore di lavoro per chi sia stato sospeso; e ciò, sia per il personale sani tario, sia per il personale scolastico. È quanto rende noto l’Ufficio comunicazione e stampa della Corte costituzionale, in attesa del deposito delle sentenze.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici per una condanna del passato molto remoto non sospende il reddito di cittadinanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 04:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Penale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sentenza 38383/2022 della Corte di Cassazione. I giudici della suprema corte hanno accolto il ricorso di un beneficiario&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sentenza 38383/2022 della Corte di Cassazione. I giudici della suprema corte hanno accolto il ricorso di un beneficiario del reddito di cittadinanza che aveva perso tale beneficio per una sentenza del giudice di primo grado, poi confermata in appello. L&#8217;uomo si opponeva alla misura di un sequestro di beni per truffa finalizzata all&#8217;ottenimento di erogazioni pubbliche. Era stato condannato per reati ostativi, rapina e sequestro di persona trenta anni prima di chiedere il reddito di cittadinanza. Era stato anche interdetto in modo perpetuo dai pubblici uffici. Stando al comma 5 dell&#8217;articolo 28 del Codice penale il condannato non poteva percepire stipendi, pensioni ed assegni a carico dello Stato o di un altro ente pubblico.</p>



<p>Per questo, pur riconoscendo che si trattava di una misura di sussistenza, il gip aveva deciso che l&#8217;uomo non doveva avere diritto al reddito di cittadinanza.</p>



<p>La Corte di Cassazione, così come l&#8217;ufficio legislativo del ministero del Lavoro, la pensa diversamente. La suprema corte ha stabilito che non di assegno si tratta ad esempio ma di un reddito caricato direttamente su carta per l&#8217;acquisto solo di beni di prima necessità. Inoltre, fra le norme riguardanti il reddito di cittadinanza, la sospensione è prevista per condanne definitive subite meno di dieci anni prima della richiesta della misura. In aggiunta, l&#8217;interdizione dai pubblici uffici consente delle deroghe, &#8220;salvo che dalla legge sia altrimenti disposto&#8221;.</p>
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		<title>Annullata cartella esattoriale a concessionaria in crisi</title>
		<link>https://www.latoga.it/2022/10/11/annullata-ccartella-esattoriale-a-concessionaria-in-crisi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2022 04:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commerciale / Societario]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La concessionaria di automobili di Casarano era in crisi, aveva anche licenziato dipendenti e cessato l&#8217;attività. Tuttavia l&#8217;Agenzia&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La concessionaria di automobili di Casarano era in crisi, aveva anche licenziato dipendenti e cessato l&#8217;attività. Tuttavia l&#8217;Agenzia delle Entrate ha inviato la cartella esattoriale con sanzioni per circa ventimila euro. Con il ricorso al giudice tributario il contribuente, dimostrata appunto la situazione di crisi, si è visto annullare la cartella esattoriale.</p>



<p>La notizia è riportata da Nuovo Quotidiano di Puglia. </p>
<a href="https://www.latoga.it/category/commerciale-societario/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Commerciale / Societario</b></a>  | <a href="https://www.latoga.it/category/cronaca/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Cronaca</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2022/10/11/annullata-ccartella-esattoriale-a-concessionaria-in-crisi/">Annullata cartella esattoriale a concessionaria in crisi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
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		<title>Elezioni: la Corte di Cassazione ha completato l&#8217;assegnazione dei seggi</title>
		<link>https://www.latoga.it/2022/10/09/elezioni-la-corte-di-cassazione-ha-completato-lassegnazione-dei-seggi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2022 05:12:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Risolti anche i diciotto casi finora non definiti nelle sedi regionali, l&#8217;ufficio elettorale nazionale della Corte di Cassazione&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Risolti anche i diciotto casi finora non definiti nelle sedi regionali, l&#8217;ufficio elettorale nazionale della Corte di Cassazione ha completato l&#8217;esame delle elezioni politiche 2022. Il verbale redatto è stato inviato informalmente ai due rami del parlamento e formalmente agli uffici elettorali regionali (presso le Corti d&#8217;Appello) per la comunicazione agli eletti, che avverrà fra lunedì e martedì. Il 13 ottobre alle ore 10 le sedute inaugurali di Camera e Senato.</p>
<a href="https://www.latoga.it/category/cronaca/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Cronaca</b></a>  | <a href="https://www.latoga.it/category/elezioni/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>elezioni</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2022/10/09/elezioni-la-corte-di-cassazione-ha-completato-lassegnazione-dei-seggi/">Elezioni: la Corte di Cassazione ha completato l&#8217;assegnazione dei seggi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
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		<title>Aveva costretto la compagna a farsi tatuare la faccia: condannato</title>
		<link>https://www.latoga.it/2022/09/28/aveva-costretto-la-compagna-a-farsi-tatuare-la-faccia-condannato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2022 05:13:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Condanna a sei anni ed otto mesi di reclusione per un uomo di Roma, di 41 anni. La&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Condanna a sei anni ed otto mesi di reclusione per un uomo di Roma, di 41 anni. La Corte di Cassazione ha reso definitivo il giudizio nei confronti dell&#8217;uomo che, secondo l&#8217;accusa, aveva costretto la compagna a farsi tatuare la faccia. Aveva indotto il tatuatore ad effettuare questo trattamento convincendolo falsamente del fatto che la donna fosse consenziente. Invece si era trattato, secondo l&#8217;accusa ed ora secondo il verdetto definitivo, di uno dei tanti maltrattamenti, fisici e morali, inflitti alla giovane donna. La condanna è per maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e per avere deformato l&#8217;aspetto della ragazza.</p>
<a href="https://www.latoga.it/category/cronaca/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Cronaca</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2022/09/28/aveva-costretto-la-compagna-a-farsi-tatuare-la-faccia-condannato/">Aveva costretto la compagna a farsi tatuare la faccia: condannato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
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		<title>Csm: magistrati con funzione di legittimità, eletti D&#8217;Ovidio e Cosentino</title>
		<link>https://www.latoga.it/2022/09/22/csm-magistrati-con-funzione-di-legittimita-eletti-dovidio-e-cosentino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2022 04:55:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È in corso lo spoglio per l&#8217;elezione (svolta domenica e lunedì) di venti componenti togati del Consiglio superiore&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È in corso lo spoglio per l&#8217;elezione (svolta domenica e lunedì) di venti componenti togati del Consiglio superiore della magistratura. </p>



<p><em>Dal sito csm.it</em></p>



<p> </p>



<p><strong>AGGIORNAMENTO AL 21 SETTEMBRE 2022</strong></p>



<p><strong>I risultati dello spoglio</strong></p>



<p><strong><u>Elezione di due magistrati con funzioni di legittimità</u></strong></p>



<p><strong>Paola D’Ovidio: voti 1861 (eletta)</strong></p>



<p><strong>Antonello Cosentino: voti 1226 (eletto)</strong></p>



<p>Milena Falaschi: voti 816</p>



<p>Stanislao De Matteis: voti 780</p>



<p>Raffaello Magi: voti 696</p>



<p>Marco Rossetti: voti 601</p>



<p>Giacomo Rocchi: voti 522</p>



<p>Stefano Giaime Guizzi: voti 244</p>



<p>Silvia Salvadori: voti 210</p>



<p>Totale Schede scrutinate: 7911</p>



<p>Schede bianche: 768</p>



<p>Schede Nulle: 187</p>



<p>N.B.: i dati andranno confermati dalla Commissione elettorale centrale</p>
<a href="https://www.latoga.it/category/cronaca/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Cronaca</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2022/09/22/csm-magistrati-con-funzione-di-legittimita-eletti-dovidio-e-cosentino/">Csm: magistrati con funzione di legittimità, eletti D&#8217;Ovidio e Cosentino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
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