<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Senza categoria &#8211; Latoga.it</title>
	<atom:link href="https://www.latoga.it/category/senza-categoria/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.latoga.it</link>
	<description>Blog d&#039;informazione legale</description>
	<lastBuildDate>Sat, 07 Mar 2026 23:08:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2021/01/cropped-logo_generale-32x32.png</url>
	<title>Senza categoria &#8211; Latoga.it</title>
	<link>https://www.latoga.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Pug di Martina Franca-La Vas regionale ridimensiona l&#8217;ambito di Pozzo Tre Pile</title>
		<link>https://www.latoga.it/2026/03/07/pug-di-martina-franca-la-vas-regionale-ridimensiona-lambito-di-pozzo-tre-pile/</link>
					<comments>https://www.latoga.it/2026/03/07/pug-di-martina-franca-la-vas-regionale-ridimensiona-lambito-di-pozzo-tre-pile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 22:45:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.latoga.it/?p=3526</guid>

					<description><![CDATA[<p>Imposta la riclassificazione dell&#8217;area a contesto rurale. Undici prescrizioni sul piano urbanistico mentre restano pendenti sedici ricorsi al&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2026/03/07/pug-di-martina-franca-la-vas-regionale-ridimensiona-lambito-di-pozzo-tre-pile/">Pug di Martina Franca-La Vas regionale ridimensiona l&#8217;ambito di Pozzo Tre Pile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Imposta la riclassificazione dell&#8217;area a contesto rurale. Undici prescrizioni sul piano urbanistico mentre restano pendenti sedici ricorsi al Tar </strong></p>



<p><em>Di Enrico Pellegrini</em></p>



<p>Nel novembre scorso La Toga aveva già acceso i riflettori sulle criticità del nuovo Piano Urbanistico Generale di Martina Franca, evidenziando come lo strumento urbanistico adottato dal Consiglio comunale fosse stato investito da sedici distinti ricorsi giurisdizionali innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce, promossi da cittadini, operatori economici e società proprietarie di aree interessate dalle nuove previsioni urbanistiche e proposti con il patrocinio degli avvocati Enrico Pellegrini e Tommaso Millefiori.</p>



<p>Nell’approfondimento pubblicato il 15 novembre 2025</p>



<p>“PUG Martina Franca, numerosi ricorsi scuotono il piano della città”</p>



<p><a href="https://www.latoga.it/2025/11/15/pug-martina-franca-numerosi-ricorsi-scuotono-il-piano-della-citta/">https://www.latoga.it/2025/11/15/pug-martina-franca-numerosi-ricorsi-scuotono-il-piano-della-citta/</a> avevamo analizzato le contestazioni mosse alle scelte pianificatorie contenute nel nuovo strumento urbanistico.</p>



<p>Oggi, però, prima ancora che il Tribunale Amministrativo Regionale sia chiamato a entrare nel merito di quelle impugnazioni, dal parallelo procedimento amministrativo emergono elementi nuovi (?) che meritano particolare attenzione.</p>



<p>Il Piano Urbanistico Generale adottato dal Comune di Martina Franca è infatti attualmente sottoposto alla fase di verifica tecnica da parte della Regione Puglia, passaggio obbligatorio previsto dalla normativa regionale prima della definitiva approvazione dello strumento urbanistico.</p>



<p>Tra gli uffici regionali interessati dall’istruttoria figurano in particolare il Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana, con le sezioni Urbanistica, Autorizzazioni Ambientali e Tutela e Valorizzazione del Paesaggio; il Dipartimento Mobilità, con le sezioni Mobilità sostenibile e vigilanza del trasporto pubblico locale e Infrastrutture per la mobilità; e il Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Ambientale, con la Sezione Gestione sostenibile e tutela delle risorse forestali e naturali e con il coordinamento dei servizi territoriali.</p>



<p>In questa fase vengono quindi esaminate la conformità del piano rispetto agli strumenti pianificatori sovraordinati, a partire dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) e dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), nonché la compatibilità delle previsioni urbanistiche con le normative ambientali, paesaggistiche e di tutela delle risorse naturali.</p>



<p>È all’interno di questo articolato procedimento istruttorio che si colloca anche la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), lo strumento attraverso il quale viene verificata la sostenibilità ambientale delle scelte pianificatorie.</p>



<p>Un passaggio che, nel caso del PUG di Martina Franca, assume un rilievo ancora maggiore se si considera la particolare complessità del territorio comunale, interessato da numerosi livelli di tutela ambientale e paesaggistica: dalle prescrizioni del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) alle previsioni del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), fino alla presenza di aree ricadenti nella Zona Speciale di Conservazione “Murgia Sud-Est” della rete europea Natura 2000.</p>



<p><strong>LA DETERMINA VAS N.53 DEL 27 FEBBRAIO 2026</strong></p>



<p>Tra il 3 e il 4 marzo 2026, è stata pubblicata sul Portale Ambientale della Regione Puglia (PORAT) la Determinazione Dirigenziale n.53 del 27 febbraio 2026 con la quale la Regione Puglia – Sezione Autorizzazioni Ambientali ha espresso il parere motivato di VAS sul Piano Urbanistico Generale di Martina Franca, provvedimento conclusivo relativo alla VAS del PUG di Martina Franca, corredato dalla relativa scheda istruttoria.</p>



<p>Regione Puglia / PORAT – 3 marzo 2026</p>



<p><a href="https://pugliacon.regione.puglia.it/comp_pub/dettaglioProcedure/9e6a65cd-4238-4204-9eab-da593765cfbd/0">https://pugliacon.regione.puglia.it/comp_pub/dettaglioProcedure/9e6a65cd-4238-4204-9eab-da593765cfbd/0</a></p>



<p>La pubblicazione e la lettura di questi atti consentono di comprendere con maggiore chiarezza il contenuto delle valutazioni formulate dagli uffici regionali e le prescrizioni che il Comune dovrà recepire nel prosieguo del procedimento.</p>



<p>Il parere espresso dalla Regione è sì favorevole, ma fortemente condizionato da un articolato elenco di prescrizioni tecniche che l’amministrazione comunale dovrà recepire nel prosieguo del procedimento.</p>



<p>Il piano, dunque, non ottiene un via libera pieno, ma un assenso subordinato all’integrazione e alla correzione di diversi aspetti della pianificazione ambientale.</p>



<p>La determina individua infatti undici prescrizioni tecniche, cui si aggiungono ulteriori indicazioni relative alla tutela degli habitat naturali e alla compatibilità con la rete ecologica regionale.</p>



<p>In sintesi, la Regione richiede al Comune di integrare e rivedere diversi aspetti del piano urbanistico.</p>



<p><strong>IL PARERE FAVOREVOLE E LE PRESCRIZIONI DELLA REGIONE PUGLIA</strong></p>



<p>La stessa scheda istruttoria che accompagna la determina regionale evidenzia, tra l’altro, che nel Rapporto Ambientale non risultano chiaramente individuate e strutturate le azioni di piano, cioè le misure concrete attraverso cui il PUG dovrebbe perseguire gli obiettivi strategici dichiarati.</p>



<p>È proprio a partire da questa criticità metodologica che la Regione formula una serie articolata di prescrizioni tecniche che il Comune dovrà recepire nel prosieguo del procedimento.<br><br>La determina individua infatti undici prescrizioni tecniche, che, in sintesi, riguardano i seguenti aspetti:</p>



<p>1. Azioni di piano e obiettivi strategici</p>



<p>Il Rapporto Ambientale deve individuare in modo più chiaro e puntuale le azioni concrete attraverso cui il PUG intende perseguire gli obiettivi dichiarati.</p>



<p>2. Coerenza interna del piano</p>



<p>Deve essere migliorata la relazione tra obiettivi, strategie, azioni e indicatori, attraverso una matrice di coerenza che renda verificabile il funzionamento del piano.</p>



<p>3. Coerenza con la pianificazione sovraordinata</p>



<p>Il PUG deve essere ulteriormente verificato rispetto agli strumenti regionali e settoriali, tra cui il PPTR e altri piani ambientali regionali.</p>



<p>4. Analisi dello stato dell’ambiente</p>



<p>Il Rapporto Ambientale deve essere integrato con una descrizione più dettagliata delle componenti ambientali del territorio.</p>



<p>5. Indicatori ambientali</p>



<p>Devono essere individuati indicatori più chiari e misurabili per monitorare gli effetti del piano sul territorio.</p>



<p>6. Scenario di riferimento (“scenario zero”)</p>



<p>Il piano deve esplicitare meglio lo scenario evolutivo del territorio in assenza del PUG, per consentire il confronto con le scelte pianificatorie.</p>



<p>7. Criteri di sostenibilità ambientale</p>



<p>Devono essere meglio definiti i criteri utilizzati per valutare la sostenibilità delle scelte urbanistiche.</p>



<p>8. Misure di mitigazione ambientale</p>



<p>Il Rapporto Ambientale deve individuare con maggiore precisione le misure di mitigazione e compensazione degli impatti del piano.</p>



<p>9. Analisi delle alternative di piano</p>



<p>La VAS richiede una valutazione più approfondita delle alternative pianificatorie possibili, come previsto dalla normativa europea.</p>



<p>10. Piano di monitoraggio ambientale</p>



<p>Deve essere rafforzato il sistema di monitoraggio degli effetti del PUG nel tempo.</p>



<p>11. Sintesi non tecnica</p>



<p>Il Rapporto Ambientale deve essere accompagnato da una sintesi non tecnica più chiara, destinata alla comprensione da parte dei cittadini.</p>



<p>Accanto a queste prescrizioni generali, la determina regionale contiene inoltre indicazioni specifiche relative alla tutela degli habitat naturali e alla compatibilità del piano con i siti della rete Natura 2000, tra cui la Zona Speciale di Conservazione “Murgia Sud-Est” in riferimento alla procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA).</p>



<p>È proprio all’interno di questo quadro di prescrizioni che emerge una delle indicazioni più rilevanti per l’assetto urbanistico della città, destinata a incidere su uno degli ambiti territoriali più discussi del nuovo piano.</p>



<p><strong>IL LAVORO DI ANALISI DEGLI ORDINI TECNICI DEL MARZO 2022</strong></p>



<p>A ben vedere, alcune delle criticità oggi emerse nel procedimento amministrativo della VAS non rappresentano affatto una novità sopravvenuta.</p>



<p>Già nella fase di formazione del piano, infatti, una serie di rilievi tecnici era stata segnalata all’amministrazione comunale e agli uffici regionali competenti.</p>



<p>Con nota del marzo 2022 (acquisita al prot. comunale n.20610 il 29.03.2022) sottoscritta dagli Ordini professionali degli Ingegneri, Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, dei Geologi, dei Dottori Agronomi e Forestali, dal Collegio dei Geometri, dal Collegio dei Periti Agrari della provincia di Taranto e dall’Istituto Nazionale di Urbanistica – Sezione Puglia, venivano infatti richiesti chiarimenti sul procedimento di redazione del Piano Urbanistico Generale.</p>



<p>Il documento, indirizzato agli uffici regionali competenti in materia di urbanistica, paesaggio e valutazione ambientale e al Comune di Martina Franca sollevava una serie articolata di rilievi tecnici e procedimentali.</p>



<p>Tra questi veniva evidenziato, in primo luogo, il dubbio relativo alla contemporanea concentrazione di molteplici ruoli amministrativi e tecnici in capo al medesimo soggetto, che risultava svolgere contestualmente funzioni di dirigente del settore urbanistica, responsabile del procedimento, progettista del piano, coordinatore dell’ufficio di piano e firmatario dei pareri tecnici sugli atti deliberativi.</p>



<p>Un rilievo che assume oggi un significato particolare se si considera che proprio tale circostanza costituisce uno dei motivi comuni dei sedici ricorsi giurisdizionali proposti al TAR Puglia – Lecce contro il nuovo PUG, nei quali viene contestata la compatibilità di una simile concentrazione di funzioni con i principi di imparzialità, trasparenza e separazione delle funzioni amministrative, sanciti dall’art. 97 della Costituzione, dagli artt. 6 e 7 della legge n. 241/1990 e dalle disposizioni in materia di tutela paesaggistica.</p>



<p>Ma la nota degli Ordini non si limitava a questo profilo.</p>



<p>Il documento sollevava infatti ulteriori questioni strettamente connesse al corretto svolgimento della procedura di Valutazione Ambientale Strategica, richiamando esplicitamente la necessità che il Rapporto Ambientale accompagnasse l’intero processo di formazione del piano, secondo quanto previsto dalla normativa europea e nazionale in materia.</p>



<p>Gli Ordini tecnici segnalavano, in particolare:</p>



<p>a) la necessità di chiarire il corretto avvio della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e il ruolo dell’autorità competente, evidenziando che l’Ufficio VAS regionale non risultava coinvolto nelle prime fasi del procedimento;</p>



<p>b) l’assenza, tra gli elaborati pubblicati, del Rapporto Ambientale, documento essenziale ai fini della valutazione degli impatti delle scelte pianificatorie;</p>



<p>c) l’esigenza di garantire una più chiara e verificabile strutturazione delle analisi ambientali, anche con riferimento alla valutazione dei contributi tecnici presentati dai soggetti partecipanti;<br>d) la necessità di assicurare un processo partecipativo effettivo e strutturato, attraverso tavoli tecnici, cronoprogrammi di confronto e il coinvolgimento della cittadinanza prima dell’adozione del piano;</p>



<p>e) la concentrazione, in capo al medesimo soggetto, di molteplici funzioni tecniche e amministrative nel procedimento di redazione del PUG, con possibili riflessi sui principi di trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa.</p>



<p>A distanza di quasi quattro anni, la lettura della determinazione regionale n. 53 del 27 febbraio 2026, con cui la Regione Puglia ha espresso il parere motivato di VAS sul PUG di Martina Franca, consente di cogliere una significativa convergenza tra quei rilievi e le prescrizioni oggi formulate dagli uffici regionali.</p>



<p>Le undici prescrizioni contenute nella determina VAS intervengono proprio su alcuni dei profili metodologici e procedimentali che erano stati già evidenziati nella nota degli Ordini tecnici del marzo 2022.</p>



<p>In particolare, la Regione richiede:</p>



<p>– una più chiara individuazione delle azioni operative del piano, oggi non esplicitate in modo puntuale nel Rapporto Ambientale;</p>



<p>– il rafforzamento della coerenza interna del piano, mediante una matrice di correlazione tra obiettivi strategici, azioni di piano e indicatori di monitoraggio;</p>



<p>– l’integrazione delle analisi relative allo stato dell’ambiente e agli effetti delle trasformazioni urbanistiche previste, con l’introduzione di indicatori misurabili e verificabili;</p>



<p>– una più articolata valutazione delle alternative di piano, elemento centrale della procedura di Valutazione Ambientale Strategica previsto dalla normativa europea;</p>



<p>– il rafforzamento del sistema di monitoraggio ambientale, al fine di rendere effettivamente verificabili nel tempo gli effetti delle scelte pianificatorie.</p>



<p><br>In altri termini, una parte rilevante delle prescrizioni regionali riguarda proprio quegli aspetti, struttura del Rapporto Ambientale, individuazione delle azioni di piano, valutazione degli impatti e sistema di monitoraggio, che erano stati già indicati dagli Ordini professionali come meritevoli di chiarimento nella fase iniziale del procedimento.</p>



<p>Questo elemento consente di rileggere (oggi più che mai) il lavoro del marzo 2022 portato avanti da tutti quei Professionisti non come un episodio isolato del dibattito tecnico sul piano urbanistico, ma come un primo segnale delle criticità procedimentali e metodologiche che avrebbero poi accompagnato il percorso di approvazione del nuovo PUG.</p>



<p><strong>LA PRESCRIZIONE SU POZZO TRE PILE</strong></p>



<p><strong>IL RIDIMENSIONAMENTO DI UNO DEGLI AMBITI SIMBOLO DEL PIANO</strong></p>



<p>È all’interno di questo quadro di prescrizioni che emerge una delle indicazioni più significative contenute nella determina regionale.</p>



<p>Tra le prescrizioni formulate dalla Regione Puglia nell’ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica figura infatti quella relativa all’ambito urbanistico CU6.2 “Pozzo Tre Pile”, per il quale viene richiesta la riclassificazione da contesto urbano a contesto rurale.</p>



<p><strong><em>&lt;&lt;il CU 6.2 denominato Pozzo Tre Pile, per le peculiarità ambientali e paesaggistiche presenti (presenza di habitat ai sensi della DGR 2442/2018) venga riclassificato come Contesto Rurale, e venga sottoposto alle N.T.A. previste per tali contesti&gt;&gt;</em></strong></p>



<p>La prescrizione regionale è motivata dalla presenza nell’area di habitat naturali censiti ai sensi della DGR 2442/2018, elemento che, secondo la valutazione degli uffici regionali, rende incompatibile il mantenimento della precedente classificazione urbanistica come contesto urbano.</p>



<p>Si tratta di una prescrizione che incide direttamente su una delle scelte pianificatorie più rilevanti contenute nel PUG adottato dal Comune.</p>



<p>Nel sistema del piano urbanistico generale, infatti, la classificazione di un’area come contesto urbano implica la previsione di possibili processi di trasformazione e di sviluppo urbanistico, coerenti con l’organizzazione della città e con le strategie di crescita delineate dal piano.</p>



<p>La riclassificazione richiesta dalla Regione comporta invece l’inserimento dell’area nel sistema dei contesti rurali, ambiti territoriali caratterizzati da una diversa disciplina urbanistica, orientata principalmente alla tutela delle componenti ambientali, paesaggistiche e agricole del territorio.</p>



<p>In termini pianificatori, quindi, la prescrizione regionale determina una modifica sostanziale dell’impostazione originaria del piano per quell’ambito territoriale.</p>



<p>Non si tratta di una semplice integrazione tecnica, ma di un intervento che ridimensiona uno degli ambiti che, nel disegno urbanistico del PUG adottato dal Comune, assumeva un ruolo particolarmente significativo.</p>



<p>Proprio per questo motivo la prescrizione relativa a Pozzo Tre Pile assume un rilievo che va oltre la singola tavola urbanistica.</p>



<p>Nel dibattito che ha accompagnato la formazione del piano, quell’area era stata infatti indicata come uno degli ambiti nei quali il nuovo PUG avrebbe dovuto delineare una prospettiva di sviluppo e riorganizzazione territoriale.</p>



<p>La richiesta della Regione di riclassificare tale ambito come contesto rurale rappresenta dunque una prima correzione concreta del disegno pianificatorio comunale.</p>



<p>Una correzione che interviene prima ancora della fase conclusiva del procedimento e prima ancora che il giudice amministrativo sia chiamato a pronunciarsi sui ricorsi pendenti.</p>



<p>È proprio a partire da questa prescrizione che si apre uno dei nodi più interessanti del dibattito urbanistico martinese, che riguarda il ruolo dell’area di Pozzo Tre Pile nel sistema territoriale della città e le prospettive di sviluppo economico e produttivo ad essa collegate.</p>



<p><strong>POZZO TRE PILE E IL NODO IRRISOLTO DI MARTINA ARTEMODA</strong></p>



<p>La prescrizione regionale che riguarda l’ambito Pozzo Tre Pile assume un rilievo particolare se letta nel contesto della storia economica e produttiva della città.</p>



<p>Martina Franca è stata per decenni uno dei principali poli manifatturieri del settore moda nel Mezzogiorno. A partire dagli anni Cinquanta il territorio martinese ha visto svilupparsi una diffusa rete di laboratori artigianali specializzati nella produzione di cappotti e capispalla, i cosiddetti “cappottari”, che hanno dato vita a un sistema produttivo capace di collocare la città nei circuiti nazionali e internazionali dell’industria dell’abbigliamento.</p>



<p>Da quella tradizione è nato nel tempo (1990) il progetto di Martina Artemoda, concepito come distretto produttivo e sistema consortile delle imprese del comparto tessile-abbigliamento della Valle d’Itria.</p>



<p>Tuttavia, proprio sul piano della pianificazione territoriale, questo progetto non ha mai trovato una piena definizione operativa.</p>



<p>Da anni, e per certi versi da decenni, il sistema produttivo locale attende infatti un inquadramento urbanistico chiaro, capace di individuare spazi adeguati alla riorganizzazione delle attività produttive e per lo sviluppo di infrastrutture logistiche funzionali al comparto moda.</p>



<p>L’assenza di una pianificazione territoriale strutturata in questo settore ha prodotto nel tempo effetti evidenti.</p>



<p>Diversi operatori economici martinesi di rilievo nazionale, proprio per la mancanza di aree adeguatamente pianificate sotto il profilo urbanistico e logistico, hanno progressivamente scelto di delocalizzare le proprie attività verso altri territori, trovando condizioni insediative più favorevoli in comuni come Monopoli, Rutigliano, Casamassima e Modugno, dove negli ultimi anni si sono sviluppati poli logistici e produttivi meglio strutturati.</p>



<p>In questo quadro, il progetto Martina Artemoda è rimasto per lungo tempo solo una prospettiva di sviluppo produttivo.</p>



<p>La prescrizione contenuta nella determina VAS della Regione, che impone la riclassificazione dell’ambito Pozzo Tre Pile da contesto urbano a contesto rurale, assume quindi un significato che va oltre il dato tecnico.</p>



<p>Essa interviene infatti su uno degli ambiti territoriali che, nel dibattito urbanistico cittadino, erano stati più volte indicati come possibili spazi di relazione tra pianificazione del territorio e prospettive di sviluppo del sistema produttivo locale.</p>



<p><strong>IL PROSIEGUO DELL’ITER DI APPROVAZIONE DEL PUG</strong></p>



<p>L’adeguamento del piano alle prescrizioni formulate dagli uffici regionali richiederà inevitabilmente tempi tecnici di revisione e aggiornamento degli elaborati, nonché una valutazione puntuale delle scelte pianificatorie che dovranno essere modificate o integrate. In alcuni casi, come nel già citato ambito di Pozzo Tre Pile, tali prescrizioni comportano anche una revisione sostanziale delle impostazioni originarie del piano, con conseguenze che incidono direttamente sull’assetto territoriale e sulle prospettive di sviluppo della città.</p>



<p>Ma la fase di verifica amministrativa non esaurisce il quadro complessivo entro cui il PUG martinese dovrà ancora essere valutato.</p>



<p>Parallelamente, restano infatti pendenti innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce i sedici ricorsi giurisdizionali proposti contro gli atti di adozione del piano, nei quali i ricorrenti chiedono l’annullamento delle deliberazioni consiliari che hanno dato avvio al nuovo strumento urbanistico.</p>



<p>In tali ricorsi vengono sollevate non soltanto contestazioni relative a specifiche previsioni urbanistiche, ma anche questioni di carattere preliminare e strutturale riguardanti la formazione stessa del piano, tra cui i profili procedimentali, le garanzie di imparzialità dell’azione amministrativa e la corretta separazione delle funzioni tecniche e decisionali nel delicato iter di redazione del PUG.</p>



<p>Si tratta di questioni che il giudice amministrativo sarà chiamato a valutare nelle prossime fasi del contenzioso, anche in considerazione degli ulteriori impulsi difensivi e integrativi che potranno essere formulati dalle parti ricorrenti nel corso del giudizio.</p>



<p>In questo quadro complesso, la vicenda del nuovo PUG di Martina Franca appare destinata a proseguire sia sul piano amministrativo sia su quello giurisdizionale.</p>



<p>Una prospettiva che non può essere imputata semplicemente all’iniziativa dei ricorrenti né, tantomeno, ai rilievi tecnici formulati nel corso degli anni da una pluralità di professionisti e dagli Ordini professionali del territorio.</p>



<p>Al contrario, molte delle questioni oggi oggetto di verifica amministrativa e giurisdizionale affondano le proprie radici nelle modalità con cui il piano è stato formato e istruito, nonché nelle criticità procedimentali e metodologiche che erano state già segnalate con largo anticipo nel corso del processo di elaborazione del PUG.</p>



<p>Proprio per questo motivo, al di là delle posizioni che si confrontano nel dibattito pubblico, il punto centrale resta uno solo, garantire che le scelte di pianificazione territoriale della città maturino nel pieno rispetto della legalità amministrativa, della correttezza del procedimento e dell’interesse generale della comunità martinese, che rappresenta il presupposto indispensabile di ogni pianificazione urbanistica seria e duratura.</p>



<p><strong><em>… continua.</em></strong></p>



<p></p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/03/Portale-Ambientale-Regione-Puglia-screenshot-1-04.03.2026_signed.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di Portale Ambientale Regione Puglia - screenshot (1) 04.03.2026_signed."></object><a id="wp-block-file--media-e2ec8bb5-c52d-4574-8a36-c50ceb2d6614" href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/03/Portale-Ambientale-Regione-Puglia-screenshot-1-04.03.2026_signed.pdf">Portale Ambientale Regione Puglia &#8211; screenshot (1) 04.03.2026_signed</a><a href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/03/Portale-Ambientale-Regione-Puglia-screenshot-1-04.03.2026_signed.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-e2ec8bb5-c52d-4574-8a36-c50ceb2d6614">Download</a></div>



<p></p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/03/Portale-Ambientale-Regione-Puglia-screenshot-4-04.03.2026_signed.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di Portale Ambientale Regione Puglia - screenshot (4) 04.03.2026_signed."></object><a id="wp-block-file--media-7cb19c6b-64f4-49fd-828b-a57c20079010" href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/03/Portale-Ambientale-Regione-Puglia-screenshot-4-04.03.2026_signed.pdf">Portale Ambientale Regione Puglia &#8211; screenshot (4) 04.03.2026_signed</a><a href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/03/Portale-Ambientale-Regione-Puglia-screenshot-4-04.03.2026_signed.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-7cb19c6b-64f4-49fd-828b-a57c20079010">Download</a></div>



<p></p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/03/089_DIR_2026_00053_DeterminaPUB.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di 089_DIR_2026_00053_DeterminaPUB."></object><a id="wp-block-file--media-1565754f-9f35-451d-b63a-5349481677a3" href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/03/089_DIR_2026_00053_DeterminaPUB.pdf">089_DIR_2026_00053_DeterminaPUB</a><a href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/03/089_DIR_2026_00053_DeterminaPUB.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-1565754f-9f35-451d-b63a-5349481677a3">Download</a></div>



<p></p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/03/VAS-0782-VAL-Scheda-istruttoria_signed_signed_signed.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di VAS-0782-VAL - Scheda istruttoria_signed_signed_signed."></object><a id="wp-block-file--media-d3bfeb8e-66b3-49fe-9409-edefb97942c9" href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/03/VAS-0782-VAL-Scheda-istruttoria_signed_signed_signed.pdf">VAS-0782-VAL &#8211; Scheda istruttoria_signed_signed_signed</a><a href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/03/VAS-0782-VAL-Scheda-istruttoria_signed_signed_signed.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-d3bfeb8e-66b3-49fe-9409-edefb97942c9">Download</a></div>
<a href="https://www.latoga.it/category/senza-categoria/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Senza categoria</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2026/03/07/pug-di-martina-franca-la-vas-regionale-ridimensiona-lambito-di-pozzo-tre-pile/">Pug di Martina Franca-La Vas regionale ridimensiona l&#8217;ambito di Pozzo Tre Pile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.latoga.it/2026/03/07/pug-di-martina-franca-la-vas-regionale-ridimensiona-lambito-di-pozzo-tre-pile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caso R831, la Commissione Europea al bivio. Correggere l’impostazione per proteggere l’intero sistema UE</title>
		<link>https://www.latoga.it/2026/01/24/caso-r831-la-commissione-europea-al-bivio-correggere-limpostazione-per-proteggere-lintero-sistema-ue/</link>
					<comments>https://www.latoga.it/2026/01/24/caso-r831-la-commissione-europea-al-bivio-correggere-limpostazione-per-proteggere-lintero-sistema-ue/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 16:34:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.latoga.it/?p=3518</guid>

					<description><![CDATA[<p>La mancata maggioranza qualificata sul dazio antidumping del 79% sulle ceramiche cinesioffre l’opportunità di riconsiderare una misura che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2026/01/24/caso-r831-la-commissione-europea-al-bivio-correggere-limpostazione-per-proteggere-lintero-sistema-ue/">Caso R831, la Commissione Europea al bivio. Correggere l’impostazione per proteggere l’intero sistema UE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La mancata maggioranza qualificata sul dazio antidumping del 79% sulle ceramiche cinesi<br>offre l’opportunità di riconsiderare una misura che avrebbe ripercussioni su imprese, occupazione e<br>consumatori europei. Proposte alternative più proporzionate sono già state presentate alla<br>Commissione.</strong></p>



<p><em>Di Enrico Pellegrini:</em></p>



<p>Nel novembre 2025 il settore europeo della ceramica da tavola è stato scosso da una proposta<br>inattesa (sottesa) della Commissione Europea, ossia portare a 79% il dazio antidumping sulle stoviglie<br>e articoli da cucina in ceramica e porcellana di origine cinese, aggiuntivo al dazio doganale normale<br>del 12%, per un’imposizione complessiva vicina al 91%.<br>Questa iniziativa, identificata come Procedura R83, è giunta (!) appena poche settimane dopo che la<br>stessa Commissione aveva rinnovato per altri cinque anni i dazi antidumping esistenti (pari<br>mediamente al 17,9% per i produttori cinesi cooperativi) con il Regolamento UE 2025/1981 dell’8<br>ottobre 2025. Fino ad allora, sull’import di stoviglieria cinese si applicava infatti un dazio<br>antidumping compreso tra 13,1% e 18,3% (17,9% per la maggior parte delle aziende cooperative)<br>oltre al 12% di dazio MFN, per un totale effettivo di circa 29,9%. L’ipotesi di quadruplicare tale carico<br>ha il sapore di un provvedimento eccezionalmente oneroso, che alcuni operatori equiparano a un<br>quasi-divieto di importazione.<br>Questa revisione intermedia parziale (partial interim review) è stata ufficialmente avviata (gli<br>operatori del settore lamentano scarsa informativa in merito) dalla Commissione il 19 dicembre<br>2024, su istanza della federazione europea dei produttori di stoviglie in ceramica (Cerame-<br>Unie/EFEP), al fine di riconsiderare il solo aspetto del dumping e adeguare i dazi di conseguenza. La<br>procedura ha seguito il suo iter tecnico per gran parte del 2025 in modo relativamente silente, fino a<br>culminare in una riunione cruciale del Comitato sugli Strumenti di Difesa Commerciale (TDI<br>Committee) il 14 gennaio 2026.<br>In tale sede i rappresentanti degli Stati membri non hanno raggiunto la maggioranza qualificata né a<br>favore né contro la proposta di dazio definitivo al 79%. Si sono espressi 13 Paesi a favore, 9 contrari e<br>5 astenuti, con questi ultimi decisivi, poiché in comitato l’astensione normalmente equivale a un<br>voto contrario, si sarebbe dovuta raggiungere una maggioranza di 15 voti contrari per respingere<br>formalmente la misura. La Commissione, tuttavia, ha interpretato (!?) le astensioni come non<br>votanti, dichiarando di fatto che nessuna maggioranza qualificata contraria era stata conseguita. Di<br>conseguenza, in base alle regole di comitatologia, Bruxelles si è riservata la facoltà di adottare<br>ugualmente il dazio proposto in autonomia oppure di rivederne alcuni aspetti e sottoporlo a nuova<br>votazione. Questo passaggio procedurale – percepito dagli oppositori come un atto arrogante e<br>autoreferenziale da parte dell’Esecutivo UE – ha innescato l’immediata mobilitazione di una<br>coalizione trasversale di aziende del settore, decise a far valere le proprie ragioni direttamente ai più<br>alti livelli della Commissione.<br>Fin dalle prime settimane successive alla comunicazione della proposta R831, numerosi operatori<br>europei – produttori, importatori, distributori e trasformatori – si sono attivati per esprimere il<br>proprio dissenso in forma strutturata e documentata. Alla costruzione del Coordinamento di Settore<br>hanno contribuito, tra gli altri, l’amministratore di PVS, Antonio Tognana, rappresentante storico<br>della porcellana veneziana, titolare dei marchi Geminiano Cozzi Venezia 1765 e Manifattura di<br>Venezia e l’amministratore di General Trade S.p.A. (Happy Casa Store), Giovanni Cassano, entrambe<br>le figure hanno partecipato alle interlocuzioni con le autorità europee, sostenendo attivamente la<br>raccolta di posizioni e materiali economico-giuridici condivisi.</p>



<p>Antonio Tognana, in particolare, ha illustrato con chiarezza le implicazioni occupazionali e sistemiche<br>del dazio proposto, e ha contribuito alla redazione di osservazioni trasmesse in sede comunitaria.<br>Parallelamente, Giovanni Cassano ha messo a disposizione del coordinamento la sua rete relazionale<br>e operativa costruita attorno a General Trade, rendendo possibile un’azione coesa dell’intero<br>comparto. Il risultato è stato un fronte compatto (in corso di espansione) che ha unito imprese<br>diverse per nazionalità, dimensioni e funzione nella filiera, ma accomunate da una visione concreta<br>del rischio concreto posto dalla misura in discussione.<br>Le osservazioni presentate da General Trade S.p.A. in data 8 dicembre 2025 hanno costituito atto di<br>opposizione articolata alla misura proposta. Sintesi pubblicato su La Toga il 9 dicembre 2024<br>(https://www.latoga.it/2024/12/09/dazi-e-paradossi-leuropa-critica-trump-ma-rischia-di-imitarlo/),<br>dove si evidenziano le implicazioni sistemiche dell’impostazione protezionistica.<br>La strategia giuridica dell’opposizione è stata condotta con il contributo dello Studio Legale (italiano)<br>Pellegrini, guidato dall’Avv. Enrico Pellegrini e dello studio legale internazionale Van Bael &amp; Bellis di<br>Bruxelles, uno dei principali riferimenti europei in materia di diritto del commercio internazionale e<br>antidumping. Il team belga è stato coordinato dall’Avv. Fabrizio Di Gianni, partner dello studio e<br>professionista di riconosciuta esperienza in procedimenti dinanzi alla Commissione e al Tribunale<br>dell’Unione.<br>Il lavoro di coordinamento delle varie opposizioni ha permesso di articolare in modo coerente e<br>dettagliato la posizione della coalizione, con argomentazioni fondate su dati oggettivi, giurisprudenza<br>UE, precedenti OMC e valutazioni d’impatto.<br>Tra gli atti più rilevanti, la lettera indirizzata al Vicepresidente della Commissione Europea Maroš<br>Šefčovič e al Gabinetto della Presidente Ursula von der Leyen, datata 22 gennaio 2026, firmata da<br>una pluralità di imprese rappresentative del settore, e contenente la ferma richiesta di non<br>procedere all’adozione della misura nella forma proposta, bensì di riconsiderarla nell’interesse<br>complessivo dell’Unione.<br>Uno degli aspetti più rilevanti dell’opposizione alla misura R831 è la straordinaria eterogeneità e<br>solidità del Coordinamento di Settore costituitosi tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Vi<br>partecipano aziende della distribuzione organizzata, della produzione, della trasformazione,<br>dell’import-export, del food service, del retail, della promozione commerciale, oltre ad attori<br>istituzionali e storici dell’industria ceramica europea.<br>Tra i nomi più noti figurano:<br>– Metro, gruppo multinazionale del cash &amp; carry;<br>– General Trade S.p.A. / Happy Casa Store (Italia);<br>– OVS, attivo anche nel comparto casa con i marchi Croff e Upim;<br>– Interspar e NKD (Germania/Austria);<br>– Atlantic Grupa (Croazia);<br>– Pengo S.p.A. (Italia);<br>– Promotica e Iniziative Group (loyalty marketing);<br>– Ritzenhoff &amp; Breker (Germania, attiva dal 1810);<br>– Geminiano Cozzi Venezia 1765 e Manifattura di Venezia, tra le manifatture più antiche<br>d’Europa nel comparto porcellana;<br>– Mäser (Austria), ASA Selection (Germania), Club House, Cafés Richard, Teekanne;</p>



<p>– e altri grandi nomi del tessuto industriale europeo come Barilla, la quale – seppur non<br>attiva nel settore casalinghi – ha partecipato per tutelare le proprie linee promozionali e di co-<br>marketing fortemente dipendenti dalla disponibilità di articoli in ceramica a prezzi sostenibili.</p>



<p>A questa rete si aggiungono operatori artigiani, imprese specializzate nella decorazione e<br>trasformazione di semilavorati (es. De.AL, Falcone) e distributori locali con filiere consolidate in più<br>Stati membri. L’insieme rappresenta un corpo produttivo e commerciale interconnesso, diffuso e ben<br>radicato in almeno dieci Paesi dell’Unione, capace di esprimere una visione chiara sugli effetti che<br>l’aumento dei dazi comporterebbe sull’economia reale.<br>Le argomentazioni della coalizione trovano conferma in dati ufficiali forniti dalla Commissione stessa.<br>Il mercato europeo del consumo di stoviglie in ceramica e porcellana è coperto, per oltre il 72%, da<br>importazioni extra-UE, di cui più del 58% provenienti dalla Cina. Solo il 27,7% del fabbisogno viene<br>attualmente coperto dalla produzione europea.<br>Nel dettaglio (anno 2023, fonte Reg. UE 2025/1981):<br> Consumo totale UE: 491.264 tonnellate<br> Importazioni dalla Cina: 285.513 t (58,1%)<br> Importazioni da altri Paesi extra-UE: 69.801 t (14,2%)<br> Produzione europea venduta nell’UE: 135.950 t (27,7%)<br>Questi dati dimostrano che l’industria europea, pur importante in specifiche nicchie qualitative, non<br>dispone della capacità né della varietà necessaria a sostituire le forniture cinesi. Alcune tipologie<br>merceologiche, come la bone china o le stoviglie speciali decorate a mano, non sono neppure più<br>prodotte in Europa in volumi significativi.<br>L’introduzione di un dazio del 79% (per un totale del 91% con il dazio doganale normale) avrebbe<br>l’effetto di rendere non più economicamente sostenibile l’importazione di moltissimi articoli oggi alla<br>base dell’assortimento commerciale nei settori della casa, della ristorazione, dell’ospitalità, della<br>distribuzione alimentare e non alimentare. Ciò determinerebbe:<br> rincari per i consumatori finali (in particolare famiglie e fasce a basso reddito);<br> difficoltà per gli operatori retail e GDO, che operano con margini ridotti e che non<br>potrebbero più sostenere economicamente linee oggi a largo consumo;<br> possibili chiusure o contrazioni di attività nei settori della logistica, decorazione, packaging e<br>distribuzione;<br> impatti negativi sulle campagne promozionali, sulle attività di loyalty marketing e sulle<br>forniture al canale Ho.Re.Ca.;<br> effetti inflattivi sui prezzi al consumo e conseguente contrazione della domanda su altri<br>comparti non soggetti al dazio, ma colpiti dal clima generale di riduzione del potere<br>d’acquisto.</p>



<p>A ciò si aggiunge la concreta possibilità di ritorsioni commerciali da parte della Cina su altri prodotti<br>europei (precedenti già verificatisi in settori agroalimentari come i formaggi e i vini), con effetti<br>distorsivi ben oltre il comparto oggetto del procedimento.<br>La mancata maggioranza del 14 gennaio rappresenta non un incidente di percorso, ma un segnale<br>politico chiaro. La Commissione ha oggi l’opportunità, e la responsabilità, di rivedere la propria<br>proposta alla luce dei principi di proporzionalità, equilibrio e tutela dell’interesse dell’Unione nel suo<br>complesso.<br>Le imprese coinvolte non contestano il principio di tutela dalla concorrenza sleale. Al contrario:<br>riconoscono il valore degli strumenti di difesa commerciale previsti dal diritto UE e OMC. Ma proprio</p>



<p>per questo chiedono che essi siano impiegati in modo tecnicamente corretto, proporzionato e<br>lungimirante, tenendo conto dell’equilibrio tra industria, distribuzione, occupazione e accessibilità<br>dei beni essenziali.<br>Le proposte alternative esistono. Alcune già presentate alla Commissione, impegni di prezzo minimo,<br>dazi modulati per categoria o per cooperazione, esclusioni mirate per prodotti non sostituibili. Non si<br>chiede di ignorare il problema, ma di governarlo con intelligenza regolatoria.<br>La posta in gioco è molto più ampia di un segmento merceologico; riguarda la credibilità dell’Europa<br>nel suo approccio al commercio internazionale, la tenuta del suo tessuto economico e sociale, e la<br>capacità delle sue istituzioni di essere giuste, eque e inclusive anche nelle scelte più complesse.<br>To be continued …</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="640" height="791" src="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/01/6bd3f9b2-d1bc-4c8d-8f2f-6a06771073a5.jpg" alt="" class="wp-image-3520" srcset="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/01/6bd3f9b2-d1bc-4c8d-8f2f-6a06771073a5.jpg 640w, https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/01/6bd3f9b2-d1bc-4c8d-8f2f-6a06771073a5-243x300.jpg 243w, https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/01/6bd3f9b2-d1bc-4c8d-8f2f-6a06771073a5-380x470.jpg 380w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="630" height="851" src="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/01/8faabcd2-63d0-4835-8a4d-07a3c637e443.jpg" alt="" class="wp-image-3521" srcset="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/01/8faabcd2-63d0-4835-8a4d-07a3c637e443.jpg 630w, https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/01/8faabcd2-63d0-4835-8a4d-07a3c637e443-222x300.jpg 222w, https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/01/8faabcd2-63d0-4835-8a4d-07a3c637e443-380x513.jpg 380w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="584" height="517" src="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/01/58ec7406-48cb-42ed-bd83-90d0b4ef27e3.jpg" alt="" class="wp-image-3522" srcset="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/01/58ec7406-48cb-42ed-bd83-90d0b4ef27e3.jpg 584w, https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/01/58ec7406-48cb-42ed-bd83-90d0b4ef27e3-300x266.jpg 300w, https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2026/01/58ec7406-48cb-42ed-bd83-90d0b4ef27e3-380x336.jpg 380w" sizes="(max-width: 584px) 100vw, 584px" /></figure>
<a href="https://www.latoga.it/category/senza-categoria/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Senza categoria</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2026/01/24/caso-r831-la-commissione-europea-al-bivio-correggere-limpostazione-per-proteggere-lintero-sistema-ue/">Caso R831, la Commissione Europea al bivio. Correggere l’impostazione per proteggere l’intero sistema UE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.latoga.it/2026/01/24/caso-r831-la-commissione-europea-al-bivio-correggere-limpostazione-per-proteggere-lintero-sistema-ue/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Espropriazione: Cassazione</title>
		<link>https://www.latoga.it/2024/10/14/espropriazione-cassazione/</link>
					<comments>https://www.latoga.it/2024/10/14/espropriazione-cassazione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 04:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.latoga.it/?p=3444</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalla Corte di Cassazione: La Corte costituzionale – pronunciandosi sulla questione rimessa dalle Sezioni Unite della S.C. con&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2024/10/14/espropriazione-cassazione/">Espropriazione: Cassazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Dalla Corte di Cassazione:</em></p>



<p>La Corte costituzionale – pronunciandosi sulla questione rimessa dalle Sezioni Unite della S.C. con l’ordinanza n. 583 dell’8 gennaio 2024 – ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 7, comma 3, della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie), «nella parte in cui non fa salvo il diritto di ipoteca iscritto a favore del creditore, non responsabile dell’abuso edilizio, in data anteriore alla trascrizione nei registri immobiliari dell’atto di accertamento dell’inottemperanza alla ingiunzione a demolire», nonché, in via consequenziale, dell’art. 31, comma 3, primo e secondo periodo, del d.P.R. n. 380 del 2001, norma di identico contenuto.</p>



<p>La Corte ha rilevato che le citate disposizioni – secondo cui l’inottemperanza all’ingiunzione a demolire conduce alla confisca edilizia del bene, configurabile, in base al “diritto vivente”, come un acquisto a titolo originario a favore dell’ente – finiscono per far subire al creditore ipotecario le conseguenze sanzionatorie di un abuso edilizio al quale detto creditore è del tutto estraneo, perché non è destinatario dell’ordine di demolizione, né chiamato a rispondere della sua inottemperanza e neppure obbligato propter rem alla predetta demolizione, posto che il diritto reale di garanzia non attribuisce né il possesso, né la detenzione del cespite.</p>



<p>Perciò, il Giudice delle leggi ha statuito che le menzionate norme violano gli artt. 3, 24 e 42 Cost., nella parte in cui impongono un irragionevole e sproporzionato sacrificio al creditore garantito da ipoteca, strumento di garanzia volto ad assicurare una tutela preferenziale del credito in sede esecutiva, la cui tutela è attratta nell’alveo protettivo dell’art. 24 Cost.</p>



<p>Conseguentemente, la confisca edilizia ex art. 7, comma 3, legge n. 47 del 1985 o ex art. 31, comma 3, primo e secondo periodo, d.P.R. n. 380 del 2001 non frappone ostacoli alla esperibilità – da parte del creditore ipotecario – della procedura di esecuzione forzata nei confronti del Comune che ha acquisito l’immobile, l’area di sedime e quella circostante e l’ente pubblico va considerato a tutti gli effetti quale terzo acquirente (artt. 2858 ss.) del bene ipotecato, il quale con la confisca è acquisito al patrimonio disponibile del Comune.</p>



<p>Di grande rilievo sistematico – perché chiarisce i rapporti tra acquisto a titolo originario (anche per usucapione) e pregressi diritti reali – è pure un’altra argomentazione, impiegata dalla Corte costituzionale per respingere l’eccezione di inammissibilità della censura sollevata: «L’Avvocatura generale dello Stato postula una radicale incompatibilità, logica e giuridica, fra il titolo originario dell’acquisto e la possibile permanenza di garanzie reali, desumendo tale inconciliabilità dal brocardo simul stabunt, simul cadent. Sennonché, la sorte di un diritto reale minore non è in sé pregiudicata dalla natura originaria dell’acquisto, bensì dipende dalla funzione di quest’ultimo e da come viene regolamentato dal legislatore. Emblematico, in tal senso, è il dibattito che si è storicamente sviluppato intorno alla fattispecie acquisitiva dell’usucapione e che ha visto, da parte di numerosi interpreti, dubitare della configurabilità della cosiddetta usucapio libertatis. La sorte dei diritti reali minori dipende – nella fattispecie acquisitiva dell’usucapione ordinaria – dalle caratteristiche concrete del possesso e dal suo essere incompatibile o meno con la permanenza di diritti reali minori (si pensi a ipoteche o a servitù), nonostante l’estinzione del pregresso diritto dominicale (art. 1158 del codice civile). Analogamente, nell’usucapione abbreviata, il destino dei diritti reali minori è condizionato da quanto si evince dal titolo astrattamente idoneo al trasferimento, che può far salvi diritti reali minori, benché venga meno il precedente titolo dominicale (art. 1159 cod. civ.). … La natura originaria dell’acquisto non è in sé logicamente e ontologicamente incompatibile con una disciplina che espressamente preveda (o – come nel caso dell’usucapione – consenta di desumere dai presupposti normativi che compongono la fattispecie acquisitiva) la salvezza di pregressi diritti reali.».</p>



<p></p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2024/10/160_10_2024_cc_noindex.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di 160_10_2024_cc_noindex."></object><a id="wp-block-file--media-79ad9bef-2279-45a8-8fc7-8e25a2efc7bb" href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2024/10/160_10_2024_cc_noindex.pdf">160_10_2024_cc_noindex</a><a href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2024/10/160_10_2024_cc_noindex.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-79ad9bef-2279-45a8-8fc7-8e25a2efc7bb">Download</a></div>
<a href="https://www.latoga.it/category/senza-categoria/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Senza categoria</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2024/10/14/espropriazione-cassazione/">Espropriazione: Cassazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.latoga.it/2024/10/14/espropriazione-cassazione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Assoluzione per maresciallo dei carabinieri: confini tra dovere e privacy nel mirino</title>
		<link>https://www.latoga.it/2024/02/29/assoluzione-per-maresciallo-dei-carabinieri-confini-tra-dovere-e-privacy-nel-mirino/</link>
					<comments>https://www.latoga.it/2024/02/29/assoluzione-per-maresciallo-dei-carabinieri-confini-tra-dovere-e-privacy-nel-mirino/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 12:09:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Penale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.latoga.it/?p=3317</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Enrico Pellegrini: Tra dovere di vigilanza e rispetto della privacy, si dipana la vicenda giudiziaria di un&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2024/02/29/assoluzione-per-maresciallo-dei-carabinieri-confini-tra-dovere-e-privacy-nel-mirino/">Assoluzione per maresciallo dei carabinieri: confini tra dovere e privacy nel mirino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Di</em> <em>Enrico Pellegrini:</em></p>



<p>Tra dovere di vigilanza e rispetto della privacy, si dipana la vicenda giudiziaria di un sottufficiale assolto dall’accusa di accesso abusivo al sistema informatico SDI</p>



<p>In un contesto dove la linea tra dovere professionale e rispetto della sfera privata si fa sempre più sfumata, emerge la storia di un maresciallo dei Carabinieri, precedentemente vicecomandante della stazione di Castelbuono (Palermo), prosciolto dall’accusa di accesso abusivo al sistema informatico delle forze dell&#8217;ordine. Al centro del dibattito giuridico, l&#8217;interrogazione del nominativo del fratello della fidanzata, coinvolto in una vicenda di spaccio di sostanze stupefacenti.</p>



<p>Durante l&#8217;udienza preliminare, il Tribunale di Palermo, guidato dal gup Marco Gaeta, ha accolto le argomentazioni della difesa, stabilendo che l&#8217;azione del maresciallo rientrava nei doveri di comportamento imposti ai militari dell&#8217;Esercito Italiano, in particolare a coloro che prestano servizio nell&#8217;Arma dei Carabinieri. La sentenza, emessa con la formula “perché il fatto non sussiste”, solleva questioni pertinenti sulle aspettative di condotta dei militari, anche al di fuori dell&#8217;ambito strettamente professionale.</p>



<p>La vicenda prende le mosse da un episodio domestico, in cui il maresciallo, ospite nella casa della fidanzata, percepisce l&#8217;odore di marijuana provenire dalla stanza del fratello gemello di quest&#8217;ultima. Tale sospetto lo porta a effettuare verifiche nel database delle forze di polizia, scoprendo così precedenti indagini legate a reati di spaccio a carico del giovane.</p>



<p>La difesa ha evidenziato come il maresciallo abbia agito nel rispetto dei protocolli, inserendo nel sistema di interrogazione una motivazione coerente con le procedure operative. L&#8217;esito delle indagini interne, tuttavia, ha generato frizioni all&#8217;interno della sfera personale del militare, culminando nella denuncia da parte della ex fidanzata e in una successiva vicenda giudiziaria.</p>



<p>Questo caso solleva interrogativi cruciali sull&#8217;equilibrio tra le esigenze di sicurezza nazionale e il diritto alla privacy. Il Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare (per quanto ci occupa, l’art.732, comma 5) sottolinea l&#8217;importanza di una condotta decorosa da parte del personale dell&#8217;Arma, sia nella vita pubblica che privata ed osservare i doveri del suo stato, anche nel contrarre relazione o amicizie. Tuttavia, la definizione di tale decoro e le implicazioni del suo mantenimento continuano a generare dibattiti, specialmente in casi che si collocano in una zona grigia tra l&#8217;adempimento dei doveri professionali e il rispetto dei confini personali.</p>



<p></p>
<a href="https://www.latoga.it/category/penale/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Penale</b></a>  | <a href="https://www.latoga.it/category/senza-categoria/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Senza categoria</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2024/02/29/assoluzione-per-maresciallo-dei-carabinieri-confini-tra-dovere-e-privacy-nel-mirino/">Assoluzione per maresciallo dei carabinieri: confini tra dovere e privacy nel mirino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.latoga.it/2024/02/29/assoluzione-per-maresciallo-dei-carabinieri-confini-tra-dovere-e-privacy-nel-mirino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cassazione su un caso di patteggiamento</title>
		<link>https://www.latoga.it/2024/02/12/cassazione-su-un-caso-di-patteggiamento/</link>
					<comments>https://www.latoga.it/2024/02/12/cassazione-su-un-caso-di-patteggiamento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2024 06:11:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Penale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.latoga.it/?p=3305</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalla Corte di Cassazione: Le Sezioni Unite penali hanno affermato che la sentenza di patteggiamento con cui sia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2024/02/12/cassazione-su-un-caso-di-patteggiamento/">Cassazione su un caso di patteggiamento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Dalla Corte di Cassazione:</em></p>



<p>Le Sezioni Unite penali hanno affermato che la sentenza di patteggiamento con cui sia stata concessa la sospensione condizionale della pena non subordinata, come concordato tra le parti, agli obblighi di cui all’art. 165, quinto comma, cod. pen., necessariamente previsti in relazione ai reati ivi contemplati, non è ricorribile per cassazione, non determinando tale omissione un’ipotesi di illegalità della pena.</p>



<p></p>



<p></p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2024/02/5352_02_2024_pen_oscuramento_noindex.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di 5352_02_2024_pen_oscuramento_noindex."></object><a id="wp-block-file--media-4306a37b-1d0a-404a-be68-014a927b35a5" href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2024/02/5352_02_2024_pen_oscuramento_noindex.pdf">5352_02_2024_pen_oscuramento_noindex</a><a href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2024/02/5352_02_2024_pen_oscuramento_noindex.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-4306a37b-1d0a-404a-be68-014a927b35a5">Download</a></div>



<p></p>



<p></p>
<a href="https://www.latoga.it/category/penale/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Penale</b></a>  | <a href="https://www.latoga.it/category/senza-categoria/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Senza categoria</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2024/02/12/cassazione-su-un-caso-di-patteggiamento/">Cassazione su un caso di patteggiamento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.latoga.it/2024/02/12/cassazione-su-un-caso-di-patteggiamento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Autotutela tributaria: Cassazione, ordinanza</title>
		<link>https://www.latoga.it/2023/12/11/autotutela-tributaria-cassazione-ordinanza/</link>
					<comments>https://www.latoga.it/2023/12/11/autotutela-tributaria-cassazione-ordinanza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 05:44:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.latoga.it/?p=3245</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalla Corte di Cassazione la sintesi dell&#8217;ordinanza interlocutoria 44665 dell&#8217;1 dicembre 2023: La Sezione Quinta civile ha disposto,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2023/12/11/autotutela-tributaria-cassazione-ordinanza/">Autotutela tributaria: Cassazione, ordinanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Dalla Corte di Cassazione la sintesi dell&#8217;ordinanza interlocutoria 44665 dell&#8217;1 dicembre 2023:</em></p>



<p>La Sezione Quinta civile ha disposto, ai sensi dell’art. 374, comma 2, c.p.c., la trasmissione del ricorso al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, in ragione della particolare importanza delle seguenti questioni (peraltro, già oggetto di diversi orientamenti):</p>



<p>«1) se l’esercizio del potere di autotutela tributaria, in ragione del tenore letterale dell’art. 1 del D.M. n. 37 del 1997, presupponga l’esistenza di soli vizi formali presenti nell’atto impositivo e non anche vizi a carattere sostanziale e se, di conseguenza, sia diretto alla tutela dell’interesse individuale del contribuente, con esclusione del potere dell&#8217;amministrazione finanziaria di adottare provvedimenti di annullamento in malam partem, o sia finalizzato alla tutela dell’interesse pubblico alla corretta esazione dei tributi con gli unici limiti della decadenza dei termini accertativi, ovvero del giudicato;</p>



<p>2) se l’esercizio del potere di autotutela tributaria, giustificata dal principio di «perennità della potestà amministrativa» (quest’ultimo riferito in generale all’azione amministrativa e che trova fondamento nei principi espressi dagli artt. 53 e 97 Cost., che consegue all’esigenza di una continua e puntuale aderenza dell’azione amministrativa all’interesse pubblico) e correlato alla sussistenza di vizi sostanziali (e non solo formali) costituisca un’ulteriore deroga (non specificamente normata alla luce del tenore letterale dell’art. 1 del D.M. n. 37 del 1997) al principio dell’unicità dell’accertamento e ciò tenuto conto degli artt. 43, terzo comma, del d.P.R. n. 600 del 1973 e 57, comma quarto, del d.P.R. n. 633 del 1972, che disciplinano l’istituto dell’accertamento integrativo, e della diversità strutturale e funzionale del potere di autotutela rispetto al potere di accertamento integrativo.».</p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2023/12/33665_12_2023_noindex.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di 33665_12_2023_noindex."></object><a id="wp-block-file--media-3cd12647-f97f-4f0d-b64f-a8d4943c2860" href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2023/12/33665_12_2023_noindex.pdf">33665_12_2023_noindex</a><a href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2023/12/33665_12_2023_noindex.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-3cd12647-f97f-4f0d-b64f-a8d4943c2860">Download</a></div>
<a href="https://www.latoga.it/category/senza-categoria/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Senza categoria</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2023/12/11/autotutela-tributaria-cassazione-ordinanza/">Autotutela tributaria: Cassazione, ordinanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.latoga.it/2023/12/11/autotutela-tributaria-cassazione-ordinanza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ricorso Juventus: le motivazioni</title>
		<link>https://www.latoga.it/2023/05/09/ricorso-juventus-le-motivazioni/</link>
					<comments>https://www.latoga.it/2023/05/09/ricorso-juventus-le-motivazioni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2023 04:44:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.latoga.it/?p=3128</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicato Coni: Il Collegio di Garanzia dello Sport a Sezioni Unite, presieduto dall’avv. Gabriella Palmieri, ha reso note&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2023/05/09/ricorso-juventus-le-motivazioni/">Ricorso Juventus: le motivazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Comunicato Coni:</em></p>



<p>Il Collegio di Garanzia dello Sport a Sezioni Unite, presieduto dall’avv. Gabriella Palmieri, ha reso note le motivazioni riguardo alla decisione assunta, con dispositivo del 20 aprile 2023, a seguito del ricorso presentato dalla società F.C. Juventus S.p.A. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e la Procura Federale FIGC avverso la decisione della Corte Federale di Appello presso la FIGC, Sezioni Unite, n. 0063/CFA-2022-2023, emessa in data 20 gennaio 2023 e depositata in data 30 gennaio 2023, nonché con riferimento ai ricorsi presentati da Andrea Agnelli, Fabio Paratici, Federico Cherubini, Pavel Nedved, Paolo Garimberti, Assia Grazioli &#8211; Venier, Caitlin Mary Hughes, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Enrico Vellano, Maurizio Arrivabene avverso la medesima sentenza della Corte Federale d’Appello presso la FIGC in relazione alle sanzioni agli stessi irrogate.</p>



<p></p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2023/05/Decisione_n._40-2023_-_Ricc._13_14_15_16_17_18_19-2023.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di Decisione_n._40-2023_-_Ricc._13_14_15_16_17_18_19-2023."></object><a id="wp-block-file--media-b2d6a473-b6e5-40f5-bfb1-454b80ea0879" href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2023/05/Decisione_n._40-2023_-_Ricc._13_14_15_16_17_18_19-2023.pdf">Decisione_n._40-2023_-_Ricc._13_14_15_16_17_18_19-2023</a><a href="https://www.latoga.it/wp-content/uploads/2023/05/Decisione_n._40-2023_-_Ricc._13_14_15_16_17_18_19-2023.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-b2d6a473-b6e5-40f5-bfb1-454b80ea0879">Download</a></div>
<a href="https://www.latoga.it/category/cronaca/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Cronaca</b></a>  | <a href="https://www.latoga.it/category/senza-categoria/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Senza categoria</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2023/05/09/ricorso-juventus-le-motivazioni/">Ricorso Juventus: le motivazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.latoga.it/2023/05/09/ricorso-juventus-le-motivazioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diritto alla vita privata: sentenza Cedu</title>
		<link>https://www.latoga.it/2022/12/12/diritto-alla-vita-privata-sentenza-cedu/</link>
					<comments>https://www.latoga.it/2022/12/12/diritto-alla-vita-privata-sentenza-cedu/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2022 05:44:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.latoga.it/?p=3040</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da Corte di Cassazione: Convenzione europea dei diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali. Diritto alla vita privata &#8211;&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2022/12/12/diritto-alla-vita-privata-sentenza-cedu/">Diritto alla vita privata: sentenza Cedu</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Da Corte di Cassazione:</em></p>



<p>Convenzione europea dei diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali. Diritto alla vita privata &#8211; Soggetto che ritenga di essere figlio di persona diversa da quella che risulta essere il padre &#8211; Riconoscimento della genitorialità nei confronti del ritenuto padre biologico &#8211; Prolungata impossibilità di agire in giudizio a causa della lunga durata del giudizio pregiudiziale di disconoscimento della paternità &#8211; Assenza di misure di accelerazione &#8211; Violazione dell’art. 8 CEDU da parte dello Stato italiano &#8211; Sussistenza. La Prima Sezione della Corte EDU ha ritenuto sussistente la violazione del diritto alla vita privata (art. 8 CEDU) da parte dello Stato italiano nei confronti del soggetto che, risultando figlio di una persona diversa dal ritenuto padre biologico, subisca un pregiudizio al proprio interesse vitale a far accertare la sua identità personale, a causa della prolungata impossibilità di agire per ottenere il riconoscimento della genitorialità nei confronti del padre biologico, dovuta alla lunga durata del giudizio pregiudiziale di disconoscimento della paternità, senza che siano previste da parte dell’ordinamento nazionale misure che consentano di accelerare tale procedimento. <strong>&nbsp;</strong></p>



<p>PREMIÈRE SECTION</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="65" height="22" src=""><strong>AFFAIRE</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>c.</strong> <strong>ITALIE</strong></p>



<p>(<em>Requête</em> <em>n</em><em>o</em>&nbsp;<em>8790/21</em>)</p>



<p>ARRÊT</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="508" height="171" src="">Art 8 • Obligations positives • Impossibilité prolongée d’introduire une action en recherche de paternité à l’encontre du père biologique du fait de la longueur de la procédure en contestation de paternité du père présumé • Nécessité de défendre les intérêts de la personne cherchant à déterminer sa filiation dans le système où que l’action en contestation de paternité est préjudicielle à l’action en recherche de paternité • Absence de mesures d’accélération de la procédure • Requérante, ayant un intérêt vital à découvrir son identité personnelle, maintenue dans un état d’incertitude prolongé • Atteinte disproportionnée au droit au respect de sa vie privée</p>



<p>STRASBOURG</p>



<p>6 décembre 2022</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="81" height="65" src=""><em>Cet</em> <em>arrêt</em> <em>deviendra</em> <em>définitif</em> <em>dans</em> <em>les</em> <em>conditions</em> <em>définies</em> <em>à</em> <em>l’article</em> <em>44</em> <em>§</em> <em>2</em> <em>de</em> <em>la</em> <em>Convention.</em> <em>Il</em> <em>peut</em> <em>subir</em> <em>des</em> <em>retouches</em> <em>de</em> <em>forme.</em><br></p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="102" height="22" src=""><strong>En</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>c.</strong> <strong>Italie,</strong></p>



<p>La Cour européenne des droits de l’homme (première section), siégeant en une Chambre composée de :</p>



<p>Marko Bošnjak<em>,</em> <em>président</em>, Péter Paczolay,</p>



<p>Krzysztof Wojtyczek, Lətif Hüseynov, Ivana Jelić,</p>



<p>Gilberto Felici, Raffaele Sabato<em>,</em> <em>juges</em>,</p>



<p>et de Renata Degener, <em>greffière</em> <em>de</em> <em>section</em>,</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="117" height="22" src="">Vu la requête (no 8790/21) dirigée contre la République italienne et dont une ressortissante de cet État,&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (« la requérante ») a saisi la Cour le 29 janvier 2021 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l’homme et des libertés fondamentales (« la Convention »),</p>



<p>Vu la décision de porter à la connaissance du gouvernement italien (« le Gouvernement ») les griefs fondés sur les articles 6 et 8 de la Convention et de déclarer la requête irrecevable pour le surplus,</p>



<p>Vu les observations des parties,</p>



<p>Après en avoir délibéré en chambre du conseil le 15 novembre 2022, Rend l’arrêt que voici, adopté à cette date :</p>



<p>INTRODUCTION</p>



<p>1. La requête concerne l’impossibilité pour la requérante d’introduire une action en recherche de paternité à l’encontre du père biologique prétendu, d’une part, en raison du fait que la loi italienne subordonne l’action en recherche de paternité à la condition que le jugement excluant la paternité du père présumé, le mari de sa mère dans la procédure en contestation de paternité, soit devenu définitif et, d’autre part, en raison de la longueur de la procédure en contestation de paternité qui dure en l’espèce depuis plus de douze ans. Invoquant les articles 6 et 8 de la Convention, la requérante allègue que le fait que la décision prononcée dans la procédure en contestation de paternité n’ait pas été définitive l’a laissée dans un état d’incertitude prolongée quant à son identité personnelle et l’empêche d’engager une action en recherche de paternité.</p>



<p>EN FAIT</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="301" height="22" src="">2. La requérante est née</p>



<p>représentée par Me E. Tolomeo, avocate.</p>



<p>3. Le Gouvernement a été représenté par son agent, M. L. D’Ascia, avocat de l’État.</p>



<p>1</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="69" height="21" src=""><img loading="lazy" decoding="async" width="415" height="22" src="">4. À la naissance, la requérante fut enregistrée au registre municipal de l’état civil</p>



<p>I. L’ACTION EN CONTESTATION DE PATERNITÉ</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="174" height="58" src="">5. En 2010, la requérante ainsi que son frère,&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; , introduisirent une action en contestation de paternité devant le tribunal de&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;afin de faire déclarer qu’ils n’étaient pas les enfants biologiques de&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; , le mari de leur mère. La requérante faisait valoir que son père biologique était T.M.</p>



<p>6. Le 7 mars 2011, les enfants de T.M., qui entre-temps était décédé, demandèrent à intervenir dans la procédure.</p>



<p>7. Par un jugement non définitif du 26 février 2014, le tribunal de Catanzaro déclara que l’intervention dans la procédure des enfants de T.M. était irrecevable.</p>



<p>8. Entre-temps, le tribunal de Catanzaro avait demandé une expertise biologique.</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="88" height="22" src=""><img loading="lazy" decoding="async" width="99" height="22" src=""><img loading="lazy" decoding="async" width="118" height="40" src="">9. À la suite du résultat de l’expertise, qui avait exclu la paternité biologique de&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; à l’égard de la requérante et de son frère, le 1er juillet 2015, le tribunal de&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;que les intéressés n’étaient pas les enfants biologiques de&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;et ordonna à l’officier d’état civil de Catanzaro de procéder à l’inscription du jugement dans les actes de naissance.</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="65" height="22" src=""><img loading="lazy" decoding="async" width="86" height="21" src=""><img loading="lazy" decoding="async" width="90" height="21" src="">10. L’un des frères de la requérante&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; interjeta appel du jugement du tribunal de&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; , estimant que la procédure était entachée de vices de forme. En particulier,&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;arguait de la nullité de l’expertise biologique, considérant que les investigations avaient été effectuées au-delà des limites fixées par le juge.</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="85" height="21" src="">11. Le 13 octobre 2016, la cour d’appel&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; rejeta l’appel et confirma le jugement de première instance.</p>



<p>12.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; réitéra les mêmes griefs devant la Cour de cassation. 13. Par une ordonnance du 16 juin 2021, déposé le 15 septembre 2021, la</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="84" height="21" src="">Cour de cassation après avoir reconnu l’existence d’une divergence jurisprudentielle sur la question de la nullité du rapport d’expertise soulevée par&nbsp; , question qui était pendante devant les chambres réunies de la Cour de cassation, suspendit la procédure en attendant ladite décision (déposée le 1er février 2022).</p>



<p>14. Selon les dernières informations reçues par la Cour, l’affaire est toujours en instance devant la Cour de cassation.</p>



<p>2</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="50" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p>II. L’ACTION EN RECHERCHE DE PATERNITÉ</p>



<p>15. En 2016, alors que la procédure en contestation de paternité devant la cour d’appel de Catanzaro était encore pendante, la requérante et deux de ses frères saisirent le tribunal de Rome d’une action en recherche de paternité contre T.M. Les héritiers de T.M. furent assignés en justice.</p>



<p>16. Par un jugement déposé le 17 juillet 2018, le tribunal de Rome déclara l’action en recherche de paternité irrecevable au motif que la décision par laquelle les juridictions avaient accueilli le recours en contestation de paternité n’était pas encore définitive, condition préalable en droit interne à l’exercice de l’action en recherche de paternité. Il condamna la requérante à payer les frais de procédure.</p>



<p>17. Il rejeta la demande de sursis à statuer en vue d’attendre l’issue de la procédure en contestation de paternité, estimant qu’il n’y avait pas de lien entre les deux affaires.</p>



<p>LE CADRE JURIDIQUE ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS</p>



<p>I. LE DROIT INTERNE PERTINENT</p>



<p><strong>A.</strong> <strong>Le</strong> <strong>code</strong> <strong>civil</strong></p>



<p>18. Selon la législation italienne, la présomption <em>Pater</em> <em>is</em> <em>est</em> <em>quem</em> <em>nuptiae</em> <em>demonstrant</em> (présomption de paternité) est en principe applicable à l’enfant présumé conçu ou né durant le mariage (article 231 du code civil).</p>



<p>Lorsque l’enfant est présumé enfant du mari de sa mère biologique, la loi prévoit des possibilités de contester la paternité du mari de la mère biologique.</p>



<p><strong>Article</strong> <strong>243</strong> <strong><em>bis</em></strong> <strong>Contestation</strong> <strong>de</strong> <strong>la</strong> <strong>paternité</strong></p>



<p>« Une action en contestation de la paternité d’un enfant né pendant le mariage peut être introduite par la mère, son époux ou l’enfant lui-même.</p>



<p>Celui qui engage l’action est en droit de prouver qu’il n’existe pas de lien de filiation entre l’enfant et le père présumé.</p>



<p>La seule déclaration de la mère n’exclut pas la paternité. »</p>



<p><strong>Article</strong> <strong>244</strong></p>



<p><strong>Termes</strong> <strong>de</strong> <strong>l’action</strong> <strong>en</strong> <strong>contestation</strong></p>



<p>« L’action peut être intentée par l’enfant majeur. Elle est imprescriptible à l’égard de l’enfant. »</p>



<p>3</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p><strong>Article</strong> <strong>249</strong></p>



<p><strong>Qualité</strong> <strong>pour</strong> <strong>intenter</strong> <strong>une</strong> <strong>action</strong> <strong>en</strong> <strong>vue</strong> <strong>de</strong> <strong>récupérer</strong> <strong>la</strong> <strong>qualité</strong> <strong>d’enfant</strong> <strong>Imprescriptibilité</strong></p>



<p>« L’action visant à récupérer la qualité d’enfant appartient à celui-ci.</p>



<p>Elle est imprescriptible. »</p>



<p><strong>Article</strong> <strong>250</strong> <strong>Reconnaissance</strong></p>



<p>« L’enfant né hors mariage peut être reconnu, selon les modalités prévues à l’article 254, par ses père et mère, même s’ils étaient déjà mariés à une autre personne au moment de la conception. La reconnaissance peut avoir lieu soit conjointement, soit séparément.</p>



<p>La reconnaissance d’un enfant ayant atteint l’âge de quatorze ans ne prend pas effet sans son consentement.</p>



<p>La reconnaissance d’un enfant n’ayant pas atteint l’âge de quatorze ans ne peut avoir lieu sans le consentement de l’autre parent qui a déjà fait la reconnaissance.</p>



<p>Le consentement ne peut être refusé s’il est dans l’intérêt de l’enfant. Si le consentement de l’autre parent est refusé, le parent qui souhaite reconnaître l’enfant fait appel devant la juridiction compétente, qui fixe un délai pour notifier l’appel à l’autre parent. Si aucune objection n’est formulée dans les trente jours suivant la notification, le tribunal statue en rendant un jugement qui tient compte du consentement manquant ; si une objection est formulée, le tribunal, après avoir obtenu toutes les informations appropriées, ordonne l’audition de l’enfant s’il est âgé de plus de douze ans, ou même plus jeune s’il est capable de discernement, et prend toutes les mesures provisoires et urgentes pour établir la relation, sauf si l’objection est manifestement non fondée. Dans la décision qui tient lieu de consentement manquant, la juridiction prend les mesures appropriées en ce qui concerne la garde et l’entretien de l’enfant au sens de l’article 315 <em>bis</em> et son nom de famille au sens de l’article 262.</p>



<p>La reconnaissance ne peut être faite par les parents qui n’ont pas atteint l’âge de seize ans, sauf si le tribunal l’autorise, après avoir apprécié les circonstances et en tenant compte de l’intérêt de l’enfant. »</p>



<p><strong>Article</strong> <strong>253</strong> <strong>Irrecevabilité</strong> <strong>de</strong> <strong>la</strong> <strong>reconnaissance</strong></p>



<p>« En aucun cas, la reconnaissance n’est contraire à la qualité d’enfant dans laquelle se trouve la personne. »</p>



<p><strong>Article</strong> <strong>269</strong></p>



<p><strong>Déclaration</strong> <strong>judiciaire</strong> <strong>de</strong> <strong>paternité</strong> <strong>et</strong> <strong>de</strong> <strong>maternité</strong></p>



<p>« La paternité et la maternité peuvent être déclarées judiciairement dans les cas où la reconnaissance est admise.</p>



<p>La preuve de la paternité et de la maternité peut être faite par tout moyen.</p>



<p>(&#8230;)</p>



<p>La seule déclaration de la mère et la seule existence de relations entre la mère et le prétendu père au moment de la conception ne constituent pas une preuve de la paternité. »</p>



<p>4</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p><strong>Article</strong> <strong>270</strong> <strong>Légitimation</strong> <strong>active</strong> <strong>et</strong> <strong>terme</strong></p>



<p>« L’action en déclaration judiciaire de paternité ou de maternité est imprescriptible à l’égard de l’enfant. »</p>



<p><strong>Article</strong> <strong>276</strong> <strong>Légitimation</strong> <strong>passive</strong></p>



<p>« L’action en déclaration judiciaire de paternité ou de maternité est formée contre le parent présumé ou, à défaut, contre ses héritiers. En leur absence, l’action doit être exercée contre le curateur désigné par la juridiction devant laquelle la procédure doit être engagée.</p>



<p>La demande peut être contestée par toute personne ayant un intérêt. »</p>



<p><strong>Article</strong> <strong>277</strong> <strong>Effets</strong> <strong>du</strong> <strong>jugement</strong></p>



<p>« Le jugement déclarant la filiation a les effets de la reconnaissance.</p>



<p>Le tribunal peut également prendre les mesures qu’il estime utiles pour la garde, l’entretien, l’éducation et l’instruction de l’enfant et pour la protection de ses intérêts patrimoniaux. »</p>



<p><strong>Article</strong> <strong>315</strong></p>



<p><strong>Statut</strong> <strong>juridique</strong> <strong>de</strong> <strong>la</strong> <strong>filiation</strong></p>



<p>« Tous les enfants ont le même statut juridique. »</p>



<p><strong>B.</strong> <strong>Le</strong> <strong>code</strong> <strong>de</strong> <strong>procédure</strong> <strong>civile</strong></p>



<p><strong>Article</strong> <strong>295</strong></p>



<p><strong>Sursis</strong> <strong>à</strong> <strong>statuer</strong> <strong>nécessaire</strong></p>



<p>« Le juge ordonne un sursis à statuer dans toute affaire dans laquelle lui-même ou un autre juge doit résoudre un litige dont dépend le règlement de l’affaire. »</p>



<p><strong>C.</strong> <strong>La</strong> <strong>jurisprudence</strong> <strong>de</strong> <strong>la</strong> <strong>Cour</strong> <strong>de</strong> <strong>cassation</strong></p>



<p>19. Par une ordonnance no 17392 du 3 juillet 2018, la Cour de cassation a reconnu qu’entre l’action en contestation de paternité et celle en recherche de paternité il y avait une relation de « nature préjudicielle au sens juridique », qui ne serait pas un obstacle à l’introduction d’une action en recherche de paternité, mais constituerait seulement un obstacle à son acceptation, ce qui nécessiterait une suspension du cours de l’instance dans l’attente de l’issue de la procédure en contestation de paternité.</p>



<p>20. Par uneordonnance no 27560 du 11 octobre 2021, la Cour de cassation a affirmé que celui qui prétend être le père biologique d’un enfant né pendant le mariage ne peut intenter une action en recherche de paternité que si la « qualité » d’enfant né pendant le mariage est préalablement supprimée par une décision ayant un effet « <em>erga</em> <em>omnes</em> », et &#8211; bien qu’il n’ait pas le droit</p>



<p>5</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p>d’introduire l’action en contestation de paternité, et qu’il ne puisse pas non plus intervenir dans cette procédure, ni former un recours en tierce opposition contre la décision qui y a été prise &#8211; en tant que « autre parent », il peut néanmoins demander, en vertu de l’article 244, alinéa 6, du code civil, la désignation d’un curateur <em>ad</em> <em>hoc</em> chargé d’exercer l’action pertinente dans l’intérêt de l’enfant de moins de quatorze ans.</p>



<p><strong>D.</strong> <strong>La</strong> <strong>Cour</strong> <strong>constitutionnelle</strong></p>



<p>21. Par l’arrêt no 177 du 14 juillet 2022, la Cour constitutionnelle a été appelée à se prononcer sur la constitutionnalité de l’article 269 du code civil dans la partie où cet article prévoit que la déclaration judiciaire de paternité ou de maternité peut être prononcée uniquement dans les cas où la reconnaissance est admise, mais ne peut pas l’être lorsque celle-ci « est contraire à la qualité d’enfant dans laquelle se trouve la personne ». À titre subsidiaire, la juridiction de renvoi soulevait également la question de la constitutionnalité de l’article 269 du code civil dès lors que cet article ne permettait pas au tribunal de prononcer un jugement déclaratif de paternité ou de maternité sans que le statut antérieur de l’enfant ne fût révoqué judiciairement.</p>



<p>Selon la juridiction de renvoi, il en résulterait une atteinte au droit à l’identité personnelle en raison « de l’impossibilité pour celui ayant déjà la qualité d’enfant d’une personne de faire établir sa filiation et [en raison] de la perte irréversible de toute identité biologique dans l’hypothèse où la suppression de celle précédemment acquise ne serait pas suivie de l’obtention de la qualité d’enfant « naturel » à l’issue de la procédure en recherche de paternité ». Cela serait contraire aux articles 2, 29, 30 et 117, paragraphe 1, de la Constitution, ce dernier article mis en relation avec l’article 8 de la Convention européenne des droits de l’homme, les articles 7 et 8 de la Convention relative aux droits de l’enfant et l’article 24, paragraphe 2, de la Charte des droits fondamentaux de l’Union européenne.</p>



<p>22. La Cour constitutionnelle a déclaré non fondées les questions soulevées, mais elle s’est prononcée de la manière suivante :</p>



<p>« Tout d’abord, même si la disposition n’est pas exempte de critiques constitutionnelles, notre Cour relève que pour supprimer le préjudice dont se plaint le juge <em>a</em> <em>quo</em>, en éliminant la condition selon laquelle il est nécessaire un jugement supprimant le statut antérieur, il faudrait une réforme du système capable de prendre en compte des profils multiples.</p>



<p>En effet, la nécessité de combiner la protection des droits de ceux qui souhaitent faire constater une nouvelle identité avec la protection de ceux qui, sur la base de l’effectivité certifiante du titre, ont le statut antérieur, rend nécessaire l’intervention du législateur.</p>



<p>En particulier, les situations dans lesquelles l’effet d’enlèvement du statut antérieur se réalise doivent être explicitées afin de permettre au juge de prendre en compte les intérêts affectés par la révocation de cet état.</p>



<p>6</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p>D’une part, dans toute procédure engagée dans l’intérêt de l’enfant mineur, le juge devrait pouvoir considérer que l’établissement du nouveau statut entraîne également la suppression du lien antérieur.</p>



<p>En revanche, l’intervention nécessaire dans le jugement du parent exposé au mécanisme susmentionné devrait être prévue.</p>



<p>Sans une réforme systémique, l’ensemble des normes actuelles régissant la déclaration judiciaire de paternité ou de maternité laisseraient une très faible protection au parent qui a reconnu l’enfant. Ce parent aurait, en effet, un simple droit d’intervention dans la procédure, de même que « toute personne ayant un intérêt » (article 276, deuxième alinéa, du code civil), ou pourrait former, contre le jugement constatant le nouvel état, une opposition par un tiers, conformément à l’article 404, premier alinéa, du code de procédure civile.</p>



<p>Enfin, il convient également de procéder à une intervention organique, en évaluant les effets sur d’autres dispositions (à commencer par l’article 239 du code civil) et en prévoyant la coordination appropriée.</p>



<p>(&#8230;)</p>



<p>En définitive, tant la nécessité pour le législateur de procéder à une « révision organique de la matière en question « (arrêt no 101 de 2022 et, dans un sens similaire, récemment, les arrêts no 143, no 100 et no 22 de 2022, no 151, no 32 et no 33 de 2021 ; no 80 et no 47 de 2020, no 23 de 2013), compte tenu de la complexité des intérêts en jeu, afin de prévoir des « sauvegardes » (arrêt no&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;143 de 2022) et d’éviter des « dysharmonies » (arrêt no 32 de 2021), ainsi que le caractère générique et ambigu du <em>petitum</em> formulé dans l’affaire au principal (arrêts no 239 et no 237 de 2019) conduisent cette Cour à le déclarer irrecevable.</p>



<p>Il appartiendra donc au législateur, dans le cadre de son pouvoir d’appréciation, d’évaluer, à la lumière de l’évolution des techniques de recherche de la filiation, comment une intervention systémique peut tenir compte de tous les intérêts en jeu, sans restreindre de manière disproportionnée des droits érigés au rang constitutionnel.</p>



<p>La nécessité d’un procès en plusieurs étapes, qui se termine par un jugement définitif supprimant le statut antérieur, constitue, en effet, une lourde charge pour l’enfant qui souhaite faire constater son identité biologique, et risque d’entraîner non seulement une violation du principe de la durée raisonnable du procès (article 111, deuxième alinéa, de la Constitution italienne), mais aussi un obstacle « à l’exercice du droit d’action garanti par l’article 24 de la Constitution italienne », et ce de surcroît en relation avec des actions visant à la protection des droits fondamentaux,relatifs au statut et à l’identité biologiques » (arrêt no 50 de 2006).</p>



<p>En outre, la charge d’un double procès comporte le risque pour l’enfant de seretrouver sans statut : celui qui est maintenant supprimé et celui qui pourrait ne pas émerger à l’issue du procès ultérieur ; un risque particulièrement grave lorsqu’il s’agit d’un mineur, dont l’intérêt pour les liens familiaux mérite – comme on lesait– une protection particulière (voir les arrêts de cette Cour no 127 de 2020 et no 272 de 2017 et, dans le même sens, les arrêts de la Cour de cassation, première chambre civile, ordonnance no 27140 de 2021 et arrêt no 26767 du 22 décembre 2016). »</p>



<p>7</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p>II. LE DROIT INTERNATIONAL</p>



<p><strong>A.</strong> <strong>La</strong> <strong>Convention</strong> <strong>européenne</strong> <strong>sur</strong> <strong>le</strong> <strong>statut</strong> <strong>juridique</strong> <strong>des</strong> <strong>enfants</strong> <strong>nés</strong> <strong>hors</strong> <strong>mariage</strong></p>



<p>23. Cette Convention, adoptée le 15 septembre 1975, a été signée par l’Italie le 11 février 1981, mais n’a jamais été ratifiée. Elle se lit ainsi dans sa partie pertinente en l’espèce :</p>



<p><strong>Article</strong> <strong>3</strong></p>



<p>« La filiation paternelle de tout enfant né hors mariage peut être constatée ou établie par reconnaissance volontaire ou par décision juridictionnelle. »</p>



<p>24. Le Rapport explicatif de cette Convention indique à l’égard de son article 3 précité ce qui suit :</p>



<p>« 16. Cet article énonce deux modes de constatation ou d’établissement de la filiation paternelle qui sont exposés ci-après ; il pose également la règle générale selon laquelle l’action en recherche de paternité doit, dans tous les cas, pouvoir être introduite.</p>



<p>(&#8230;)</p>



<p>20. La détermination des personnes ou autorités qui peuvent ou doivent agir en vue d’établir la paternité d’un enfant né hors mariage ainsi que celle des délais dans lesquels une telle action peut être intentée est laissée à l’appréciation des législations internes. »</p>



<p><strong>B.</strong> <strong>Les</strong> <strong>Lignes</strong> <strong>directrices</strong> <strong>sur</strong> <strong>une</strong> <strong>justice</strong> <strong>adaptée</strong> <strong>aux</strong> <strong>enfants</strong></p>



<p>25. Les Lignes directrices sur une justice adaptée aux enfants, qui ont été adoptées par le Comité des Ministres du Conseil de l’Europe le 17 novembre 2010 lors de la 1098e réunion des Délégués des Ministres, se lisent ainsi en leur partie pertinente :</p>



<p><strong>4.</strong> <strong>Éviter</strong> <strong>les</strong> <strong>retards</strong> <strong>injustifiés</strong></p>



<p>« 50. Dans toutes les procédures concernant des enfants, le principe de l’urgence devraitêtre appliquéafin d’apporter une réponse rapideet de protéger l’intérêt supérieur de l’enfant, tout en respectant la primauté du droit.</p>



<p>51. Dans les affaires relevant du droit de la famille (filiation, garde, enlèvement par un parent par exemple), les tribunaux devraient faire preuve d’une diligence exceptionnelle afin d’éviter de faire peser des conséquences dommageables sur les relations familiales. »</p>



<p>26. Le comité d’experts sur le droit de la famille (CJ-FA) a préparé un « Livreblanc » sur les principes relatifs à l’établissement et aux conséquences juridiques du lien de filiation adopté par le Comité européen de coopération juridique (CDCJ), lors de sa 79e réunion plénière du 11 au 14 mai 2004. Le principe no 8 était ainsi libellé :</p>



<p>8</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p>« 1. Si la filiation paternelle n’est établie ni par présomption ni par reconnaissance volontaire, la législation doit prévoir la possibilité d’introduire une action pour qu’elle soit établie par décision judiciaire.</p>



<p>2. L’enfant ou son représentant ont le droit d’introduire une action en vue d’établir la filiation paternelle. Ce droit peut également être accordé à l’une ou à plusieurs des personnes suivantes :</p>



<p>– la mère ;</p>



<p>– la personne prétendant être le père ;</p>



<p>– toute personne justifiant d’un intérêt spécifique ;</p>



<p>– l’autorité publique ;</p>



<p>3. Les États peuvent fixer des délais à l’engagement d’une action visant à établir la filiation paternelle. »</p>



<p>EN DROIT</p>



<p>I. SUR LA VIOLATION ALLÉGUÉE DE L’ARTICLE 8 DE LA CONVENTION</p>



<p>27. Invoquant les articles 6 et 8 de la Convention, la requérante se plaint de l’impossibilité pour elle d’obtenir la reconnaissance de son statut de fille à raison de la longueur de la procédure en contestation de paternité qui est pendante depuis plus de douze ans. Elle rappelle que pour pouvoir obtenir la reconnaissance en question, l’arrêt prononcé dans la procédure en contestation de paternité doit passer en force de chose jugée.</p>



<p>28. La Cour rappelle qu’elle n’est pas tenue par les moyens de droit avancés par un requérant en vertu de la Convention et de ses Protocoles et qu’elle peut décider de la qualification juridique à donner aux faits d’un grief en examinant celui-ci sur le terrain d’articles ou de dispositions de la Convention autres que ceux invoqués par le requérant (<em>Radomilja</em> <em>et</em> <em>autres</em> <em>c.</em> <em>Croatie</em> [GC], nos 37685/10 et 22768/12, § 126, 20 mars 2018).</p>



<p>29. La Cour relève en outre que tandis que l’article 6 offre une garantie procédurale, à savoir le « droit à un tribunal » qui connaîtra des « droits et obligations de caractère civil », l’article 8 répond à l’objectif plus large de garantir le respect de la vie privée et familiale. À cet égard, elle rappelle que si l’article 8 ne renferme aucune condition explicite de procédure, le processus décisionnel lié aux mesures d’ingérence doit être équitable et propre à respecter les intérêts protégés par cette disposition (<em>A.T.</em> <em>c.</em> <em>Italie</em>, no 40910/19, § 49, 24 juin 2021).</p>



<p>Compte tenu du lien étroit entre les griefs, la Cour examinera la requête uniquement sous l’angle de l’article 8, qui est libellé comme suit :</p>



<p>« 1. Toute personne a droit au respect de sa vie privée et familiale (&#8230;).</p>



<p>2. Il ne peut y avoir ingérence d’une autorité publique dans l’exercice de ce droit que pour autant que cette ingérence est prévue par la loi et qu’elle constitue une mesure qui,</p>



<p>9</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="103" height="16" src="">ARRÊT</p>



<p>dans une société démocratique, est nécessaire à la sécurité nationale, à la sûreté publique, au bien-être économique du pays, à la défense de l’ordre et à la prévention des infractions pénales, à la protection de la santé ou de la morale, ou à la protection des droits et libertés d’autrui. »</p>



<p><strong>A.</strong> <strong>Sur</strong> <strong>la</strong> <strong>recevabilité</strong></p>



<p><em>1.</em> <em>Thèses</em> <em>des</em> <em>parties</em> <strong>a)</strong> <strong>Le</strong> <strong>Gouvernement</strong></p>



<p>30. Le Gouvernement plaide que la requérante n’a pas épuisé les voies de recours internes, expliquant qu’elle aurait dû contester le jugement du tribunal de Rome devant la cour d’appel, laquelle aurait pu, conformément à la jurisprudence de la Cour de cassation, suspendre la procédure en recherche de paternité dans l’attente de l’issue de celle en contestation de paternité. De plus, il soutient que l’intéressée n’a pas respecté le délai de six mois car le jugement du tribunal de Rome serait devenu définitif le 17 février 2019, alors que la requête a été introduite devant la Cour le 29 janvier 2021.</p>



<p>31. Il se réfère en particulier à l’arrêt de la Cour de cassation no 17392 du 3 juillet 2018 et à celui no 19956 du 13 juillet 2021, qui étaient selon lui favorables à la requérante et qui précisaient que l’action en recherche de paternité n’était pas subordonnée à celle en contestation de paternité.</p>



<p>32. Il soutient que la requérante aurait dû faire appel et ensuite se pourvoir en cassation pour obtenir un jugement favorable et qu’elle aurait pu également demander la suspension du cours de l’instance devant le tribunal de Rome dans la partie où elle était condamnée à payer les frais de procédure. 33. À titre préliminaire, il rappelle que, selon la jurisprudence récente de</p>



<p>la Cour de cassation, il existe un lien préjudiciel entre l’action en contestation de paternité et celle en recherche de paternité, ce qui n’empêche toutefois pas le même demandeur de saisir simultanément ou séparément l’autorité judiciaire des deux actions.</p>



<p>34. Dans l’hypothèsed’une introduction simultanéedes deuxactions dans la même procédure ou d’une introduction successive de celles-ci dans des procédures différentes, l’ordre juridique italien permettrait au juge d’ordonner la suspension du cours de l’instance en contestation de paternité, conformément à l’article 295 du code de procédure civile.</p>



<p>35. Les deux actions en question peuvent être introduites également simultanément devant le même tribunal.</p>



<p>36. Par ailleurs, selon le Gouvernement, la requérante n’aurait pas introduit de recours, tel que le prévoit la loi Pinto, pour se plaindre de la durée de la procédure.</p>



<p><strong>b)</strong> <strong>La</strong> <strong>requérante</strong></p>



<p>37. La requérante s’oppose à la thèse du Gouvernement et fait valoir tout d’abord que celui-ci fait référence à une jurisprudence isolée qui se limite à</p>



<p>10</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p>établir, pour la première fois, la possibilité pour le juge saisi d’une action en recherche de paternité de suspendre l’instance en cours dans l’attente du prononcé de la décision définitive à l’issue de la procédure en contestation de paternité.</p>



<p>38. Ensuite, elle rappelle que la suspension de l’instance en cours ne revient pas à permettre de constater la paternité. Elle note à cet égard que l’action en contestation de paternité est toujours pendante, et cela depuis douze ans, et que l’action en recherche de paternité a été déclarée irrecevable par le tribunal de Rome au motif que le jugement prononcé dans la procédure en contestation de paternité n’était pas encore définitif.</p>



<p>39. Elle indique que ses griefs portent sur l’absence d’instruments utiles de nature à lui permettre d’agir en justice pour établir sa filiation paternelle, alors que l’action en contestation de paternité est pendante depuis douze ans et qu’en l’espèce l’action en recherche de paternité est subordonnée à une condition imposée par le droit interne.</p>



<p>40. Elle estime que le Gouvernement se contredit dans la mesure où, d’une part, il soutient que l’intéressée aurait dû attaquer le jugement du tribunal de Rome pour peut-être en obtenir le sursis à statuer, et, d’autre part, il admet que, selon la législation interne, il est interdit de reconnaître la paternité lorsque celle-ci est en conflit avec la qualité d’enfant d’une autre personne.</p>



<p>41. Quant au recours prévu par la loi Pinto, elle souligne qu’il s’agit d’un recours de nature indemnitaire et non d’un recours tendant à accélérer une procédure.</p>



<p><em>2.</em> <em>Appréciation</em> <em>de</em> <em>la</em> <em>Cour</em></p>



<p>42. La Cour rappelle que la règle de l’épuisement des voies de recours internes inscrite à l’article 35 § 1 de la Convention vise à ménager aux États contractants l’occasion de prévenir ou de redresser les violations alléguées contre eux avant que celles-ci ne lui soient soumises. Cette règle se fonde sur l’hypothèse, objet de l’article 13 de la Convention – et avec lequel elle présente d’étroites affinités – que l’ordre interne offre un recours effectif quant à la violation alléguée. De la sorte, elle constitue un aspect important du principe voulant que le mécanisme de sauvegarde instauré par la Convention revête un caractère subsidiaire par rapport aux systèmes nationaux de garantie des droits de l’homme (<em>Vučković</em> <em>et</em> <em>autres</em> <em>c.</em> <em>Serbie</em> (exception préliminaire) [GC], nos 17153/11 et 29 autres, §§ 69-77, 25 mars 2014).</p>



<p>43. La Cour rappelle en outre que, en vertu de la règle de l’épuisement des voies de recours internes énoncée à l’article 35 § 1 de la Convention, un requérant doit se prévaloir des recours normalement disponibles et suffisants pour lui permettre d’obtenir réparation des violations qu’il allègue, étant entendu qu’il incombe au Gouvernement excipant du non‑épuisement de la convaincre que le recours évoqué était effectif et disponible tant en théorie</p>



<p>11</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p>qu’en pratique à l’époque des faits, c’est-à-dire qu’il était accessible et susceptible d’offrir au requérant le redressement de ses griefs et qu’il présentait des perspectives raisonnables de succès (voir, parmi d’autres, <em>Akdivar</em> <em>et</em> <em>autres</em> <em>c.</em> <em>Turquie</em>, 16 septembre 1996, § 68, <em>Recueil</em> <em>des</em> <em>arrêts</em> <em>et</em> <em>décisions</em>1996-IV, et <em>Sejdovic</em> <em>c.</em> <em>Italie</em>[GC], no 56581/00, § 46, CEDH 2006-II). De plus, selon les « principes de droit international généralement reconnus », certaines circonstances particulières peuvent dispenser le requérant de l’obligation d’épuiser les recours internes qui s’offrent à lui.</p>



<p>44. En l’occurrence, la Cour note que le grief de la requérante porte sur l’impossibilité pour elle d’obtenir l’établissement du lien de filiation, alors que l’action en contestation est pendante depuis plus de douze ans. Elle note que l’intéressée a saisi le tribunal de Rome d’une action en recherche de paternité, mais que celui-ci a rejeté sa demande au motif que la procédure en contestation était encore pendante. Le Gouvernement argue que la requérante aurait dû attaquer en appel le jugement du tribunal de Rome et qu’elle aurait pu obtenir la suspension du cours de l’instance en attendant que la procédure en contestation se termine et que le jugement en cause devienne définitif.</p>



<p>45. Or la Cour note qu’un appel formé contre le jugement du tribunal de Rome n’aurait pas remédié à la situation dont la requérante se plaint, car une éventuelle suspension du cours de l’instance dans l’attente de l’issue de la procédure en contestation de paternité aurait placé l’intéressée dans la même position d’incertitude juridique dans laquelle elle se trouve actuellement. Par ailleurs, la Cour note que, la procédure en contestation de paternité étant encore pendante et que le recours en appel n’étant pas un remède à exercer, la requérante a saisi la Cour dans le délai de six mois.</p>



<p>46. Quant au fait que l’intéressée n’aurait pas fait usage du recours prévu par la loi Pinto pour se plaindre de la longueur de la procédure, la Cour rappelle que, dans les procédures dont la durée produit un impact évident sur la vie familiale du requérant (et qui relèvent donc de l’article 8 de la Convention), elle a estimé qu’une approche plus rigide s’impose, qui oblige les États à mettre en place un recours à la fois préventif et compensatoire (<em>Kuppinger</em> <em>c.</em> <em>Allemagne</em>, no 62198/11, § 143, 15 janvier 2015, et <em>Macready</em> <em>c.</em> <em>République</em> <em>tchèque</em>, nos 4824/06 et 15512/08, § 48, 22 avril 2010). Elle a observé à cet égard que l’obligation positive incombant à l’État de prendre des mesures appropriées pour assurer le droit du requérant au respect de sa vie familiale risquait de devenir illusoire si l’intéressé n’avait à sa disposition qu’un recours compensatoire ne pouvant aboutir qu’à l’octroi <em>a</em> <em>posteriori</em> d’une compensation pécuniaire (<em>ibidem</em>).</p>



<p>47. Eu égard à ce qui précède, la Cour estime qu’il y a lieu de rejeter les exceptions de non-épuisement des voies de recours internes et de non-respect du délai de six mois, soulevées par le Gouvernement.</p>



<p>48. Constatant que la requête n’est pas manifestement mal fondée ni irrecevable pour un autre motif visé à l’article 35 de la Convention, la Cour la déclare recevable.</p>



<p>12</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="50" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p><strong>B.</strong> <strong>Sur</strong> <strong>le</strong> <strong>fond</strong></p>



<p><em>1.</em> <em>Thèses</em> <em>des</em> <em>parties</em> <strong>a)</strong> <strong>La</strong> <strong>requérante</strong></p>



<p>49. La requérante, âgée de soixante-huit ans, argue que la loi la laisse depuis douze ans dans l’incertitude quant à son identité personnelle faute de remèdeeffectifde nature à lui permettre d’accélérer la procédure et derecours disponible propre à établir sa filiation paternelle en raison du fait que l’arrêt prononcé dans la procédure en contestation de paternité n’est toujours pas définitif.</p>



<p>50. Elle affirme que tant que la recherche des origines biologiques sera soumise à la suppression préalable de l’ancien statut, cela sera contraire à la Convention. Les juridictions italiennes la maintiennent depuis plus de douze ans dans un état d’incertitude quant à son identité personnelle et ont failli selon elle à garantir le « respect » de sa vie privée.</p>



<p>51. Elle souligne qu’il n’y a pas de procédure spéciale pour les affaires de filiation et que cela entraîne des longueurs de procédures excessives sans que l’intérêt de l’enfant ne soit pris en considération ni que celui-ci ne soit protégé.</p>



<p>52. Elle estime que la durée excessive du procès est illégale, déraisonnable et lui est préjudiciable et que cette durée porte atteinte à sa vie privée. Elle soutient qu’à partir du moment où une décision est rendue dans la procédure en contestation de paternité, l’enfant perd l’usage du nom du père, ce qui le prive d’un nom jusqu’au moment où la décision prononcée dans la procédure en recherche de paternité passe en force de chose jugée. Cela peut prendre de nombreuses années. Elle y voit donc une violation de l’article 8 de la Convention.</p>



<p>53. La requérante rappelle en outre que lorsque son statut de fille naturelle sera établi, les héritiers de son père biologique auront déjà dissipé tout le patrimoine et vendu tous les biens qui lui seraient dus. Aucune règle ne permet à l’enfant, pendant la procédure en recherche de paternité, d’obtenir une forme de protection patrimoniale et héréditaire.</p>



<p><strong>b)</strong> <strong>Le</strong> <strong>Gouvernement</strong></p>



<p>54. Après avoir rappelé les principes juridiques applicables, le Gouvernement souligne que la déclaration judiciaire de paternité – tout comme la reconnaissance volontaire spontanée – n’est pas admise lorsqu’elle est en contradiction avec le statut actuel de l’enfant. En particulier, il est nécessaire que le statut de l’enfant, résultant de l’acte de naissance, soit préalablement supprimé par l’action en contestation depaternité. Dans l’ordre juridique, personne ne peut donc revendiquer la qualité d’enfant qui serait contraire à la qualité telle qu’elle figure dans l’acte de naissance, si celle-ci n’a pas d’abord été supprimée par un jugement devenu définitif et produisant</p>



<p>13</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p>des effets <em>ex</em> <em>tunc</em> et <em>erga</em> <em>omnes.</em> Le système juridique vise donc à empêcher la superposition de statuts de filiation contradictoires.</p>



<p>55. Dans l’hypothèse de l’introduction simultanée de deux actions dans la même procédure ou d’une introduction successive de celles-ci dans des procédures différentes, l’ordre juridique italien permet au juge d’ordonner la suspension du cours de l’instance en vertu de l’article 295 du code de procédure civile.</p>



<p>56. D’un point de vue procédural et civil, et donc compte tenu du lien préjudiciable existant entre les deux procédures, l’action en contestation et celle en recherche de paternité peuvent être introduites simultanément, également devant le même juge (même en dérogeant aux règles générales relatives à la compétence des tribunaux).</p>



<p>Le Gouvernement rappelle que la suppression préalable de la qualité d’enfant résultant de l’acte de naissance par l’exercice de l’action en contestation de paternité n’est pas contraire à l’article 8 de la Convention.</p>



<p>57. Il souligne que l’ordre juridique est pleinement compatible avec l’article 8 de la Convention, puisqu’il reconnaît, en tant que composante essentielle du droit à l’identité personnelle, conformément à l’article 8 de la Convention, la plus grande importance à la protection du droit à la reconnaissance de la qualité d’enfant en ce qui concerne la vérité biologique. Selon le Gouvernement, l’ingérence alléguée subie par la requérante était prévue par la loi et nécessaire dans une société démocratique pour protéger les droits et libertés d’autrui.</p>



<p><em>2.</em> <em>Appréciation</em> <em>de</em> <em>la</em> <em>Cour</em></p>



<p>58. La Cour note d’emblée que les faits de la cause, ayant trait à une procédure relative à la paternité, tombent incontestablement sous l’empire de l’article 8 de la Convention, qui reconnaît à chacun le droit de connaître ses origines et de les voir légalement établies (<em>Mikulić</em> <em>c.</em> <em>Croatie</em>, no 53176/99, §§ 51 et 54, CEDH 2002-I, <em>Pascaud</em> <em>c.</em> <em>France</em>, no 19535/08, § 49, 16 juin 2011).</p>



<p>59. Elle rappelle que la « vie privée », au sens de l’article 8 de la Convention, peut intégrer des aspects de l’identité non seulement physique mais aussi sociale de l’individu (voir, par exemple, <em>Mennesson</em> <em>c.</em> <em>France</em>, no 65192/11, § 46, CEDH 2014). Cela inclut la filiation dans laquelle s’inscrit chaque individu (<em>ibidem</em>), la Cour ayant du reste plus précisément jugé que la reconnaissance comme l’annulation d’un lien de filiation touche directement à l’identité de l’homme ou de la femme dont la parenté est en question (voir, par exemple, <em>Rasmussen</em> <em>c.</em> <em>Danemark</em>, 28 novembre 1984, § 33, série A no 87, <em>I.L.V.</em> <em>c.</em> <em>Roumanie</em> (déc.), no 4901/04, § 33, 24 août 2010, <em>Krušković</em> <em>c.</em> <em>Croatie</em>, no 46185/08, § 18, 21 juin 2011, et <em>Canonne</em> <em>c.</em> <em>France</em> (déc.), no 22037/13, § 25, 2 juin 2015).</p>



<p>60. La Cour rappelle que l’article 8 de la Convention a essentiellement pour objet de prémunir l’individu contre les ingérences arbitraires des</p>



<p>14</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p>pouvoirs publics et qu’à cet engagement négatif peuvent s’ajouter des obligations positives inhérentes à un respect effectif de la vie privée ou familiale. Ces obligations positives peuvent impliquer l’adoption de mesures visant au respect de la vie privée dans les relations des individus entre eux. La frontière entre les obligations positives et négatives de l’État au titre de l’article 8 de la Convention ne se prête toutefois pas à une définition précise, même si les principes applicables en sont comparables. Pour déterminer si une obligation positive existe, il faut avoir égard au juste équilibre à ménager entre l’intérêt général et les intérêts de l’individu ; de même, tant pour les obligations positives que pour les obligations négatives, l’État jouit d’une certaine marge d’appréciation (<em>Mikulić</em>, précité, §§ 57-58).</p>



<p>61. La Cour rappelle également qu’elle n’a pas vocation à se substituer aux autorités internes compétentes pour trancher les litiges nationaux en matière de paternité ; son rôle est d’examiner sous l’angle de la Convention les décisions que ces autorités ont rendues dans l’exercice de leur pouvoir d’appréciation (<em>Mikulić</em>, précité, § 59, et <em>Hokkanen</em> <em>c.</em> <em>Finlande</em>, 23 septembre 1994, § 55, série A no 299-A). Plus particulièrement, la Cour doit examiner si l’État défendeur, eu égard à l’action de la requérante, a agi en méconnaissance de son obligation positive découlant de l’article 8 de la Convention. Pour ce faire, elle doit rechercher si un juste équilibre a été ménagé dans la pondération des intérêts concurrents, à savoir, d’un côté, le droit de la requérante à établir sa filiation civile à l’égard de son père naturel et, de l’autre, la nécessité de respecter l’intérêt général à la protection de la sécurité juridique.</p>



<p>62. À cet égard, la Cour observe que la requérante se trouve depuis douze ans dans l’incertitude quant à son identité personnelle en raison de l’impossibilité pour elle d’introduire une action en recherche de paternité dès lors que l’arrêt prononcé dans la procédure en contestation de paternité n’est toujours pas définitif.</p>



<p>63. S’il est vrai que la requérante était majeure lorsqu’elle a entamé la procédure interne, cela n’atténue pas le droit que celle-ci tirait de l’article 8 de connaître ses origines et de les voir reconnues, lequel droit ne cesse pas avec l’âge, bien au contraire (<em>Pascaud</em>, précité, § 65, et <em>Jäggi</em> <em>c.</em> <em>Suisse</em>, no 58757/00, § 40, CEDH 2006-X, et <em>Zaieţ</em> <em>c.</em> <em>Roumanie</em>, no 44958/05, 24 mars 2015). La naissance, et singulièrement les circonstances de celle-ci, relève de la vie privée de l’enfant, puis de l’adulte, garantie par cette disposition (<em>Odièvre</em> <em>c.</em> <em>France</em> [GC], no 42326/98, § 29, CEDH 2003-III, et <em>Godelli</em> <em>c.</em> <em>Italie</em>, no 33783/09, § 46, 25 septembre 2012).</p>



<p>64. Selon la Cour, les personnes qui se trouvent dans la situation de celle de la requérante ont un intérêt vital, défendu par la Convention, à obtenir les informations qui leur sont indispensables pour découvrir la vérité sur un aspect important de leur identité personnelle.</p>



<p>65. La Cour relève qu’un système tel que celui de l’Italie, qui prévoit que l’action en contestation de paternité est préjudicielle à l’action en recherche</p>



<p>15</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p>de paternité peut en principe être jugé compatible avec les obligations découlant de l’article 8, eu égard à la marge d’appréciation de l’État. Elle estimetoutefois que, dans le cadred’un tel système, les intérêts de la personne qui cherche à déterminer sa filiation doivent être défendus, ce qui n’est pas le cas lorsque les procédures durent plusieurs années et empêchent l’introduction d’une action en recherche de paternité.</p>



<p>66. La Cour constate également l’absence de mesures d’accélération de la procédure de nature à permettre à la requérante d’introduire l’action en recherche de paternité même si l’arrêt prononcé dans la procédure en contestation de paternité n’est toujours pas définitif. Or aucune procédure de ce type n’est prévue en l’espèce. Dans la présente affaire, l’action en recherche de paternité introduite par la requérante devant le tribunal de Rome a été déclarée irrecevable, conformément à la pratique judiciaire applicable à l’époque des faits, sans aucun examen de son cas particulier (paragraphes 10 et 13 ci-dessus).</p>



<p>67. À cet égard, la Cour note également que, dans son arrêt du 14 juillet 2022 (paragraphes 21-22 ci-dessus), la Cour constitutionnelle italienne a invité le législateur à intervenir pour réglementer les questions relatives à l’établissement de la vérité biologique, sans restreindre de manière disproportionnée des autres droits érigés au rang constitutionnel. Elle a reconnu que le procès se déroulant comme en l’espèce constitue une lourde charge pour la personne qui souhaite faire constater son identité biologique, et risque d’entraîner non seulement une violation du principe de la durée raisonnable du procès mais aussi un obstacle « à l’exercice du droit d’action garanti par l’article 24 de la Constitution italienne », et ce de surcroît en relation avec des actions visant à la protection des droits fondamentaux, relatifs au statut et à l’identité biologiques.</p>



<p>68. La Cour, à l’instar de la Cour Constitutionnelle (voir paragraphe 22 ci-dessus), ne perd pas de vue que la requérante risque également, après plusieurs années de procédure, une fois son ancien statut de fille supprimé, de se retrouver sans statut et qu’elle devra engager une nouvelle procédure en recherche de paternité pendant laquelle elle restera dans l’incertitude quant à la filiation.</p>



<p>69. En conséquence, elleestime qu’en l’espèce, l’intéressée est maintenue dans un état d’incertitude prolongée quant à son identité personnelle. Le déroulement de la procédure porte une atteinte disproportionnée au droit au respect de sa vie privée. Elle considère dans les circonstances de la cause que les autorités italiennes ont donc failli à l’obligation positive de garantir le droit de la requérante au « respect » de sa vie privée auquel elle a droit en vertu de la Convention.</p>



<p>Il s’ensuit qu’il y a eu violation de l’article 8 de la Convention.</p>



<p>16</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="50" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p>II. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION</p>



<p>70. Aux termes de l’article 41 de la Convention,</p>



<p>« Si la Cour déclare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les conséquences de cette violation, la Cour accorde à la partie lésée, s’il y a lieu, une satisfaction équitable. »</p>



<p><strong>A.</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Dommage</strong></p>



<p>71. La requérante demande 100 000 euros (EUR) au titre du dommage moral qu’elle estime avoir subi.</p>



<p>72. Le Gouvernement s’oppose à ces prétentions.</p>



<p>73. La Cour accorde à la requérante 10 000 EUR pour dommage moral, plus tout montant pouvant être dû à titre d’impôt sur cette somme.</p>



<p><strong>B.</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Frais</strong> <strong>et</strong> <strong>dépens</strong></p>



<p>74. La requérante réclame 46 714,76 EUR au titre des frais et dépens qu’elle a engagés dans le cadre de la procédure menée devant les juridictions internes, 17 909,44 EUR pour les frais de procédure auxquels elle a été condamnée à payer à la suite du rejet de son recours devant le tribunal de Rome ainsi que 11 864,32 EUR au titre de ceux qu’elle a engagés dans la procédure menée devant la Cour.</p>



<p>75. Le Gouvernement conteste ces prétentions.</p>



<p>76. Selon la jurisprudence de la Cour, un requérant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et dépens que dans la mesure où se trouvent établis leur réalité, leur nécessité et le caractère raisonnable de leur taux. En l’espèce, compte tenu des documents en sa possession et des critères susmentionnés, la Cour juge raisonnable d’allouer à la requérante la somme de 20 000 EUR tous frais confondus, plus tout montant pouvant être dû à titre d’impôt sur cette somme.</p>



<p>PAR CES MOTIFS, LA COUR, À L’UNANIMITÉ,</p>



<p>1. <em>Déclare</em> la requête recevable ;</p>



<p>2. <em>Dit</em> qu’il y a eu violation de l’article 8 de la Convention ;</p>



<p>3. <em>Dit</em></p>



<p>a) que l’État défendeur doit verser à la requérante, dans un délai de trois mois à compter de la date à laquelle l’arrêt sera devenu définitif conformément à l’article 44 § 2 de la Convention, les sommes suivantes :</p>



<p>17</p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" width="47" height="16" src="">ARRÊT&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. ITALIE</p>



<p>i. 10 000 EUR (dix mille euros), plus tout montant pouvant être dû à titre d’impôt sur cette somme, pour dommage moral ;</p>



<p>ii. 20 000 EUR (vingt mille euros), plus tout montant pouvant être dû par la requérante à titre d’impôt sur cette somme, pour frais et dépens ;</p>



<p>b) qu’à compter de l’expiration dudit délai et jusqu’au versement, ces montants seront à majorer d’un intérêt simple à un taux égal à celui de la facilité de prêt marginal de la Banque centrale européenne applicable pendant cette période, augmenté de trois points de pourcentage ;</p>



<p>4. <em>Rejette</em> le surplus de la demande de satisfaction équitable.</p>



<p>Fait en français, puis communiqué par écrit le 6 décembre 2022, en application de l’article 77 §§ 2 et 3 du règlement.</p>



<p>Renata Degener Greffière<br></p>



<p>Marko Bošnjak Président</p>
<a href="https://www.latoga.it/category/civile/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Civile</b></a>  | <a href="https://www.latoga.it/category/senza-categoria/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Senza categoria</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2022/12/12/diritto-alla-vita-privata-sentenza-cedu/">Diritto alla vita privata: sentenza Cedu</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.latoga.it/2022/12/12/diritto-alla-vita-privata-sentenza-cedu/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici per una condanna del passato molto remoto non sospende il reddito di cittadinanza</title>
		<link>https://www.latoga.it/2022/10/17/linterdizione-perpetua-dai-pubblici-uffici-per-una-condanna-del-passato-molto-remoto-non-sospende-il-reddito-di-cittadinanza/</link>
					<comments>https://www.latoga.it/2022/10/17/linterdizione-perpetua-dai-pubblici-uffici-per-una-condanna-del-passato-molto-remoto-non-sospende-il-reddito-di-cittadinanza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 04:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Penale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.latoga.it/?p=2957</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sentenza 38383/2022 della Corte di Cassazione. I giudici della suprema corte hanno accolto il ricorso di un beneficiario&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2022/10/17/linterdizione-perpetua-dai-pubblici-uffici-per-una-condanna-del-passato-molto-remoto-non-sospende-il-reddito-di-cittadinanza/">L&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici per una condanna del passato molto remoto non sospende il reddito di cittadinanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sentenza 38383/2022 della Corte di Cassazione. I giudici della suprema corte hanno accolto il ricorso di un beneficiario del reddito di cittadinanza che aveva perso tale beneficio per una sentenza del giudice di primo grado, poi confermata in appello. L&#8217;uomo si opponeva alla misura di un sequestro di beni per truffa finalizzata all&#8217;ottenimento di erogazioni pubbliche. Era stato condannato per reati ostativi, rapina e sequestro di persona trenta anni prima di chiedere il reddito di cittadinanza. Era stato anche interdetto in modo perpetuo dai pubblici uffici. Stando al comma 5 dell&#8217;articolo 28 del Codice penale il condannato non poteva percepire stipendi, pensioni ed assegni a carico dello Stato o di un altro ente pubblico.</p>



<p>Per questo, pur riconoscendo che si trattava di una misura di sussistenza, il gip aveva deciso che l&#8217;uomo non doveva avere diritto al reddito di cittadinanza.</p>



<p>La Corte di Cassazione, così come l&#8217;ufficio legislativo del ministero del Lavoro, la pensa diversamente. La suprema corte ha stabilito che non di assegno si tratta ad esempio ma di un reddito caricato direttamente su carta per l&#8217;acquisto solo di beni di prima necessità. Inoltre, fra le norme riguardanti il reddito di cittadinanza, la sospensione è prevista per condanne definitive subite meno di dieci anni prima della richiesta della misura. In aggiunta, l&#8217;interdizione dai pubblici uffici consente delle deroghe, &#8220;salvo che dalla legge sia altrimenti disposto&#8221;.</p>
<a href="https://www.latoga.it/category/civile/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Civile</b></a>  | <a href="https://www.latoga.it/category/cronaca/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Cronaca</b></a>  | <a href="https://www.latoga.it/category/penale/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Penale</b></a>  | <a href="https://www.latoga.it/category/senza-categoria/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Senza categoria</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2022/10/17/linterdizione-perpetua-dai-pubblici-uffici-per-una-condanna-del-passato-molto-remoto-non-sospende-il-reddito-di-cittadinanza/">L&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici per una condanna del passato molto remoto non sospende il reddito di cittadinanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.latoga.it/2022/10/17/linterdizione-perpetua-dai-pubblici-uffici-per-una-condanna-del-passato-molto-remoto-non-sospende-il-reddito-di-cittadinanza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tik Tok: Altolà del Garante Privacy alla pubblicità “personalizzata” basata sul legittimo interesse</title>
		<link>https://www.latoga.it/2022/07/12/tik-tok-altola-del-garante-privacy-alla-pubblicita-personalizzata-basata-sul-legittimo-interesse/</link>
					<comments>https://www.latoga.it/2022/07/12/tik-tok-altola-del-garante-privacy-alla-pubblicita-personalizzata-basata-sul-legittimo-interesse/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2022 05:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.latoga.it/?p=2871</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicato diffuso da garanteprivacy.it: Il Garante per la protezione dei dati personali manda un segnale forte a Tik&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2022/07/12/tik-tok-altola-del-garante-privacy-alla-pubblicita-personalizzata-basata-sul-legittimo-interesse/">Tik Tok: Altolà del Garante Privacy alla pubblicità “personalizzata” basata sul legittimo interesse</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Comunicato diffuso da garanteprivacy.it:</em></p>



<p>Il Garante per la protezione dei dati personali manda un segnale forte a Tik Tok. L’Autorità, con un <a href="https://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=9788429">provvedimento d’urgenza&nbsp;adottato il 7 luglio</a>, ha avvertito la piattaforma che è illecito utilizzare dati personali archiviati nei dispositivi degli utenti per profilarli e inviare loro pubblicità personalizzata in assenza di un esplicito consenso.<br><br>Nelle scorse settimane il social network aveva informato i propri utenti che, a partire dal 13 luglio, le persone maggiori di 18 anni sarebbero state raggiunte da pubblicità “personalizzata”, basata cioè sulla profilazione dei comportamenti tenuti nella navigazione su TikTok. &nbsp;E aveva modificato la sua privacy policy prevedendo come base giuridica per il trattamento dei dati non più il consenso degli interessati, ma non meglio precisati “legittimi interessi” di Tik Tok e dei suoi partner.<br><br>Il Garante aveva immediatamente avviato un’istruttoria sulla modifica della privacy policy e chiesto informazioni al social network.<br><br>Sulla base degli elementi forniti dalla Società, l’Autorità ha ora concluso che tale mutamento della base giuridica &nbsp;risulta incompatibile con la direttiva europea 2002/58, la cosiddetta direttiva “ePrivacy” , e con l’art. 122 del Codice in materia di protezione dei dati personali (che ne dà attuazione), norme che prevedono espressamente come base giuridica “per l&#8217;archiviazione di informazioni, o l&#8217;accesso a informazioni già archiviate, nell&#8217;apparecchiatura terminale di un abbonato o utente” esclusivamente il consenso degli interessati.<br><br>Oltre alla base giuridica inadeguata, il Garante ha messo in luce un aspetto che desta particolare preoccupazione e che riguarda la tutela dei minori iscritti alla piattaforma. Le attuali difficoltà mostrate da TikTok nell’accertare l’età minima per l’accesso alla piattaforma &#8211; ha osservato l’Autorità &#8211; non consentono infatti di escludere il rischio che la pubblicità “personalizzata” basata sul legittimo interesse raggiunga i giovanissimi, con contenuti non appropriati.<br><br>L’Autorità italiana, avvalendosi di uno dei poteri previsti dal Regolamento Ue, ha pertanto inviato un “avvertimento” formale alla Società, avvisando che un trattamento effettuato sulla base giuridica del “legittimo interesse”, almeno in relazione alle informazioni archiviate sui dispositivi degli utenti, si porrebbe al di fuori della cornice normativa in vigore, con le evidenti conseguenze, anche di carattere sanzionatorio.&nbsp;<br><br>L’Autorità si è pertanto riservata l’adozione di eventuali provvedimenti anche di urgenza qualora TikTok non recedesse dal proprio proposito.<br><br>La violazione della direttiva “ePrivacy” ha consentito al Garante di intervenire direttamente e in via d’urgenza nei confronti di Tik Tok, al di fuori della procedura di cooperazione prevista dal Gdpr, che avrebbe visto l’esercizio dell’iniziativa da parte dell’Autorità di protezione dati irlandese, Paese ove Tik Tok ha fissato il proprio stabilimento principale.&nbsp;<br><br>In ogni caso, poiché anche il trattamento di informazioni diverse rispetto a quelle archiviate sui dispositivi degli utenti sulla base del legittimo interesse appare incompatibile con la disciplina europea in materia di protezione dei dati personali &#8211; in questo caso quella dettata dal Gdpr &#8211; il Garante ha contestualmente informato il Comitato europeo delle autorità di protezione dei dati personali e l’Autorità irlandese, perché valutino le ulteriori iniziative da intraprendere.&nbsp;</p>
<a href="https://www.latoga.it/category/senza-categoria/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Senza categoria</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2022/07/12/tik-tok-altola-del-garante-privacy-alla-pubblicita-personalizzata-basata-sul-legittimo-interesse/">Tik Tok: Altolà del Garante Privacy alla pubblicità “personalizzata” basata sul legittimo interesse</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.latoga.it/2022/07/12/tik-tok-altola-del-garante-privacy-alla-pubblicita-personalizzata-basata-sul-legittimo-interesse/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
