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	<title>Commerciale / Societario &#8211; Latoga.it</title>
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	<description>Blog d&#039;informazione legale</description>
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	<title>Commerciale / Societario &#8211; Latoga.it</title>
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		<title>Trasporto merci: gli aumenti del costo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2024 04:44:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commerciale / Societario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il costo di trasporto dei container dalla Cina all’Europa e specificamente all&#8217;Italia ha (nuovamente) subìto un notevole aumento.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il costo di trasporto dei container dalla Cina all’Europa e specificamente all&#8217;Italia ha (nuovamente) subìto un notevole aumento. Seppure oltre il 60 per cento del commercio marittimo si muova su container, le compagnie marittime continuano (inspiegabilmente) a mettere a disposizione una scarsa capacità di stiva. Tale impennata – ci viene descritto – è stata principalmente influenzata da diversi fattori tra cui l&#8217;aumento della domanda di trasporto internazionale, la scarsità di container disponibili, l&#8217;implicazione delle interruzioni post Covid e per finire a seguito della crisi del Mar Rosso. L’aumento dei noli ha un impatto diretto sui costi delle spedizioni via mare, con conseguenze altrettanto dirette sugli scambi di merci e sui prezzi finali dei beni trasportati. È fondamentale affrontare questa problematica con una visione ampia e strategica. È, altresì, importante comprendere che la mancata risoluzione immediata della problematica dei costi dei trasporti marittimi potrebbe portare a una situazione analoga a quella del 2020. In quell&#8217;anno, i tassi di incremento erano insostenibili, specialmente a partire dal mese di settembre, con crescite di oltre il 900 per cento, si pensi che ciascuna spedizione passò da 1300 dollari a picchi di oltre 15000 dollari. In sintesi, paradossalmente ma non così tanto, era come se il commerciante vendesse trasporto e non più merce.</p>



<p>Attualmente il costo di un container dalla Cina all&#8217;Italia è di 1600 dollari e il tempo di transito è di 45 giorni: è inaccettabile che, a causa di circostanze eccezionali come un prolungamento a 65 giorni, il prezzo possa anche quadruplicare. Tali aumenti sproporzionati potrebbero avere un impatto devastante sulle imprese, i consumatori e sull&#8217;economia in generale. Potrebbe essere utile esaminare gli aspetti contrattuali e normativi relativi ai termini di consegna e agli aumenti tariffari in situazioni di forza maggiore. Inoltre, potrebbe essere opportuno promuovere una maggiore trasparenza e chiarezza nelle pratiche commerciali, stabilendo regole e accordi che impediscano aumenti eccessivi dei costi in risposta a eventi imprevisti come quelli legati al Mar Rosso. Occorre lavorare su meccanismi di stabilizzazione dei prezzi e su accordi contrattuali che tengano conto di eventuali ritardi dovuti a forza maggiore nel quadro di una soluzione a lungo termine. Affrontare la questione ora è cruciale per evitare che si ripetano gli stessi scenari di crisi e impatti economici negativi. La ricerca di una soluzione immediata diventa pertanto un passo indispensabile per preservare la stabilità economica, garantire la continuità del commercio internazionale e mitigare gli effetti sulle imprese coinvolte nei trasporti marittimi. Innanzitutto, comprendere le reali motivazioni di questi aumenti in sede nazionale ed europea e successivamente prendere iniziative finalizzate a limitare gli ingenti danni che si stanno riversando sia sulla filiera produttiva che sul consumatore finale.</p>
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		<item>
		<title>Tribunali, le nuove procedure di liquidazione giudiziale segnano l&#8217;addio ai &#8220;vecchi&#8221; fallimenti</title>
		<link>https://www.latoga.it/2023/07/28/tribunali-le-nuove-procedure-di-liquidazione-giudiziale-segnano-laddio-ai-vecchi-fallimenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 05:10:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Commerciale / Societario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicato a seguire: Tribunali, le nuove procedure di liquidazione giudiziale segnano l&#8217;addio ai &#8220;vecchi&#8221; fallimenti (-95%) I dati&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Comunicato a seguire:</em></p>



<p><strong>Tribunali, le nuove procedure di liquidazione giudiziale segnano l&#8217;addio ai &#8220;vecchi&#8221; fallimenti (-95%)</strong></p>



<p><em>I dati emergono dell&#8217;Osservatorio Cherry Sea, realizzato dalla startup fintech &#8220;Cherry srl&#8221;, sull&#8217;andamento dei procedimenti nel secondo trimestre 2023</em> <em>in relazione alle </em><em>prime venti sezioni fallimentari per volume di attività in Italia</em></p>



<p><em>Chai Botta, Infrastructure Lead in Cherry Srl: «Il passaggio obbligato dalle &#8220;vecchie&#8221; procedure fallimentari a quelle &#8220;nuove&#8221; di liquidazione giudiziale segna un momento di profondo cambiamento nel settore giuridico»</em></p>



<p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Nuove procedure in aumento del 5%, ma crollano del 95% i fallimenti;</strong></p>



<p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Nei primi sei mesi dell&#8217;anno aperte 943 liquidazioni giudiziali;</strong></p>



<p><strong>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I<a> tribunali di Roma e Milano primi per pratiche sopravvenute</a>, in coda Busto Arsizio e Genova;</strong></p>



<p><strong>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A Firenze l&#8217;aumento percentuale maggiore nella definizione dei procedimenti (+79%), a Verona il calo più consistente (-40%);</strong></p>



<p><strong>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong><strong>La Sezione Fallimentare del Tribunale di Roma quella con maggiori carichi pendenti;</strong></p>



<p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Lo stock di procedure fallimentari ancora aperte ammonta a 24mila; 1.798 invece le liquidazioni giudiziali inevase.</strong></p>



<p><em>MILANO, 27 LUGLIO 2023 – </em><strong>Cherry Sea</strong>, <strong>l&#8217;Osservatorio realizzato dalla</strong> <strong>startup fintech Cherry srl</strong>, ha analizzato l&#8217;attività del secondo trimestre 2023 delle prime venti &#8220;sezioni fallimentari&#8221; per volume di attività in Italia, ovvero:Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Busto Arsizio, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Modena, Monza, Napoli, Padova, Roma, Torino, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.</p>



<p>La ricerca ha riscontrato come nel corso del secondo trimestre dell&#8217;anno, sommando i fallimenti alle liquidazioni giudiziali, a livello nazionale <strong>il numero complessivo di nuove procedure aperte è aumentato del 5%</strong> a fronte di 990 pratiche sopravvenute.</p>



<p>Guardando ai singoli tribunali presi in esame risulta come, rispetto al secondo trimestre del 2022, quello di <strong>Busto Arsizio ha avuto un importante calo del 47% nell&#8217;apertura di nuovi procedimenti</strong>, seguito da Padova (-23%), Genova e Vicenza (-19%).</p>



<p>In valori assoluti, invece, <strong>Roma e Milano si confermano come primi tribunali per complessivi procedimenti aperti</strong> nel secondo trimestre (rispettivamente 171 e 164), seguiti a distanza da Torino (63) e Brescia (52). In coda, invece, Busto Arsizio e Genova (22) oltre a Vicenza e Treviso (26) che non registrano alcuna nuova procedura fallimentare a fronte di sole nuove liquidazioni giudiziali.</p>



<p>«<em>Il passaggio obbligato dalle &#8220;vecchie&#8221; procedure fallimentari a quelle &#8220;nuove&#8221; di liquidazione giudiziale segna un momento di profondo cambiamento nel settore giuridico visto che l&#8217;entrata in vigore del nuovo Codice della crisi d&#8217;impresa e dell&#8217;insolvenza (CII) sta dimostrando un impatto positivo sulla gestione delle situazioni di morosità</em> &#8211; <strong>afferma <a>Chai Botta, Infrastructure Lead in Cherry Srl </a></strong>–<em> Come azienda impegnata nello sviluppo di soluzioni AI all&#8217;avanguardia nel settore siamo particolarmente attenti a queste dinamiche e per questo sosteniamo l&#8217;impiego di tecnologie avanzate che permettono di velocizzare e semplificare il processo di risoluzione delle controversie,</em> <em>oltre che</em> <em>consentire una migliore gestione delle risorse e del tempo di tutte le parti coinvolte nel singolo procedimento</em>».</p>



<p><strong>LIQUIDAZIONI GIUDIZIALI</strong></p>



<p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong><em><u>Il tribunale di Milano sempre primo per procedimenti sopravvenuti</u></em></strong><em></em></p>



<p>A seguito dell&#8217;entrata in vigore della normativa CCII, l&#8217;Osservatorio di Cherry Sea evidenzia come nei primi sei mesi dell&#8217;anno sono state <strong>aperte 943 liquidazioni giudiziali</strong>. Prendendo in esame i singoli tribunali allo studio, quello di Milano risulta primo con 160 pratiche sopravvenute, seguono Roma (147), Torino (59) e Brescia (50), mentre in coda troviamo Busto Arsizio e Genova (22) oltre a Treviso e Vicenza (26). Invece, in relazione alle <strong>procedure oggi pendenti queste si assestano a 1.798</strong> (di cui 339 presso il tribunale di Milano, 254 in quello di Roma e 117 a Torino).</p>



<p><strong>FALLIMENTI</strong></p>



<p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong><em><u>Il tribunale di Roma si conferma primo per pratiche aperte, Milano per quelle chiuse</u></em></strong><strong><em></em></strong></p>



<p>Analizzando solo i procedimenti ancora assoggettabili alla Legge Fallimentare, oggi ormai superata dalla normativa CCII, nel secondo trimestre 2023 nei venti tribunali presi in esame sono stati <strong>aperti complessivamente 47 procedimenti fallimentari </strong>&#8211; rispetto ai 941 del secondo trimestre 2022, per un vistoso <strong>calo nell&#8217;ordine del 95%</strong> &#8211; e ne sono stati chiusi 1.713, -5% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente.</p>



<p>Da aprile a giugno 2023 il <strong>primo tribunale per numero di procedimenti aperti (contemplando sia fallimenti che liquidazioni giudiziali) è quello di</strong> <strong>Roma (171), </strong>con un aumento del 12% rispetto allo stesso trimestre del 2022<strong>.</strong> Seguono Milano (164) e Torino (63).</p>



<p>In relazione ai <strong>procedimenti </strong>definiti, il cui dato su scala nazionale è in diminuzione del 5% rispetto al secondo trimestre dello scorso anno (da 1.805 a 1.713), il primo tribunale in Italia rimane nettamente <strong>Milano</strong> <strong>la cui sezione fallimentare ha portato</strong> <strong>a termine 324 pratiche tra i mesi di aprile e giugno</strong>, in leggero calo rispetto ai numeri del 2022 (337, -4%). Seguono i tribunali di Roma (220 pratiche evase, ma -14% rispetto allo stesso periodo del 2022 che ne contava 256), Bari (109, +18%) e Napoli (102, +52%), mentre quello di <strong>Firenze segna l&#8217;aumento percentuale maggiore con un +79%</strong>.</p>



<p>Le sezioni che hanno chiuso meno procedimenti, invece, sono quelle di Genova (32, -14% sul medesimo periodo del 2022), Venezia (37, -34%), Cagliari (42, -33%) e Bologna (43, -35%). <strong>Il calo percentuale maggiore si registra però a</strong> <strong>Verona, che segna un -40%</strong> (da 82 a 49).</p>



<p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong><em><u>La mappa provinciale dei fallimenti pendenti</u></em></strong></p>



<p><strong><em><u><br></u></em></strong>I tribunali con lo <strong>stock più voluminoso</strong> al 30 giugno 2023 si confermano essere quelli di Roma (4.584 fallimenti pendenti), Milano (2.954) e Bari (1.529), mentre all&#8217;inverso troviamo le sezioni fallimentari di Modena (415), Busto Arsizio (497) e Genova con (571). <strong>A livello nazionale, invece, si contano ancora 23.997 procedure pendenti</strong>, comunque in calo del 10% rispetto all&#8217;ultimo trimestre del 2022.</p>



<p>(immagine: procedure fallimenti a giugno 2023)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La scivolosa materia dei marchi commerciali: annullato un sequestro Gdf</title>
		<link>https://www.latoga.it/2022/11/17/la-scivolosa-materia-dei-marchi-commerciali-annullato-un-sequestro-gdf/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 11:39:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commerciale / Societario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso settembre i militari della Guardia di finanza sequestrarono centinaia di esemplari di tazzine da caffè ad&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo scorso settembre i militari della Guardia di finanza sequestrarono centinaia di esemplari di tazzine da caffè ad un esercente, di origine cinese, che opera nel cosentino. L&#8217;uomo aveva acquistato da un importatore italiano i prodotti che riportano la scritta, con chiarezza, dell&#8217;importazione nonché il chiaro ed inequivocabile riferimento al design italiano. Però all&#8217;esercente di origine cinese venne mossa l&#8217;accusa di trarre in inganno la clientela. Il sequestro preventivo è stato annullato dal tribunale dei riesame di Cosenza, al quale ha fatto ricorso l&#8217;avvocato Enrico Pellegrini, proprio in virtù della chiarezza con cui, in quelle confezioni, è comunicato alla clientela che di design italiano si tratta e di prodotti d&#8217;importazione. L&#8217;annullamento del sequestro preventivo, risalente al 16 novembre, è di particolare importanza per l&#8217;attività dell&#8217;esercente locale e per il distributore.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Autorità portuali e fisco: ordinanza della Cassazione</title>
		<link>https://www.latoga.it/2022/11/07/autorita-portuali-e-fisco-ordinanza-della-cassazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2022 13:55:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amministrativo]]></category>
		<category><![CDATA[Commerciale / Societario]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diffuso dalla Corte di Cassazione: La Quinta Sezione civile, in tema di tasse portuali, ha disposto la trasmissione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Diffuso dalla Corte di Cassazione:</em></p>



<p>La Quinta Sezione civile, in tema di tasse portuali, ha disposto la trasmissione degli atti al Primo Presidente, ai fini della valutazione dell’eventuale rimessione alle Sezioni Unite, ex art. 374, comma 2, c.p.c., evidenziando che, rispetto alla consolidata giurisprudenza delle Sezioni unite e della Sezione tributaria &#8211; secondo cui le autorità portuali vanno qualificate come enti pubblici non economici e ricondotte nell&#8217;ambito soggettivo delle pubbliche amministrazioni indicate dall&#8217;art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001, cosicché i canoni da esse percepiti per la concessione di aree demaniali marittime non sono soggetti ad IVA, né ad IRES, trattandosi di importi corrisposti per lo svolgimento di attività proprie delle finalità istituzionali di tali enti pubblici non economici &#8211; il quadro giuridico, eurounitario e nazionale, circa la natura di dette autorità sia significativamente mutato a seguito, prima, della Decisione della Commissione UE del 4 dicembre 2020 e, poi, dell’art. 4 bis del d.l. n. 68 del 2022, per cui sussistono rilevanti questioni interpretative, sia in relazione alla denunciata violazione dell’art. 107 TFUE (che prevede il divieto di aiuti di Stato a favore di “imprese” o “produzioni) che in relazione alla denunciata violazione dell’art. 30 TFUE (che prevede il divieto di istituzione di dazi doganali e di tasse ad effetto equivalente), che, con specifico riguardo al primo profilo, attinente alla compatibilità del diritto interno con quello unionale, rendono necessario un riesame del consolidato indirizzo delle Sezioni Unite già sopra menzionato.</p>
<a href="https://www.latoga.it/category/amministrativo/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Amministrativo</b></a>  | <a href="https://www.latoga.it/category/commerciale-societario/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Commerciale / Societario</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2022/11/07/autorita-portuali-e-fisco-ordinanza-della-cassazione/">Autorità portuali e fisco: ordinanza della Cassazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Annullata cartella esattoriale a concessionaria in crisi</title>
		<link>https://www.latoga.it/2022/10/11/annullata-ccartella-esattoriale-a-concessionaria-in-crisi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2022 04:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commerciale / Societario]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La concessionaria di automobili di Casarano era in crisi, aveva anche licenziato dipendenti e cessato l&#8217;attività. Tuttavia l&#8217;Agenzia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2022/10/11/annullata-ccartella-esattoriale-a-concessionaria-in-crisi/">Annullata cartella esattoriale a concessionaria in crisi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La concessionaria di automobili di Casarano era in crisi, aveva anche licenziato dipendenti e cessato l&#8217;attività. Tuttavia l&#8217;Agenzia delle Entrate ha inviato la cartella esattoriale con sanzioni per circa ventimila euro. Con il ricorso al giudice tributario il contribuente, dimostrata appunto la situazione di crisi, si è visto annullare la cartella esattoriale.</p>



<p>La notizia è riportata da Nuovo Quotidiano di Puglia. </p>
<a href="https://www.latoga.it/category/commerciale-societario/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Commerciale / Societario</b></a>  | <a href="https://www.latoga.it/category/cronaca/" style="font-size: 12px;color: #dd3333;" ><b>Cronaca</b></a> <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it/2022/10/11/annullata-ccartella-esattoriale-a-concessionaria-in-crisi/">Annullata cartella esattoriale a concessionaria in crisi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latoga.it">Latoga.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>In vigore il Codice della crisi</title>
		<link>https://www.latoga.it/2022/07/16/in-vvigore-il-codice-della-crisi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 04:36:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Commerciale / Societario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È entrato n vigore il codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) che sostituisce la legge fallimentare (Regio decreto 267/1942).&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>È entrato n vigore il codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) che sostituisce la legge fallimentare (Regio decreto 267/1942). </p>



<p>Fra le conseguenze (dalla rete):</p>



<p>L&#8217;imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte.</p>



<p>L&#8217;imprenditore collettivo (s.r.l., s.n.c., s.a.s., coop., società semplici agricole) deve istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato ai sensi dell&#8217;articolo 2086 del codice civile, ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell&#8217;assunzione di idonee iniziative.</p>



<p>Le misure idonee per gli imprenditori individuali e l’assetto organizzativo e amministrativo per le società devono consentire di:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>rilevare eventuali squilibri di carattere patrimoniale o economico-finanziario</li><li>verificare la sostenibilità dei debiti e le prospettive di continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi e rilevare i seguenti segnali:</li></ol>



<p>a) l&#8217;esistenza di debiti per retribuzioni scaduti da almeno trenta giorni pari a oltre la metà dell&#8217;ammontare complessivo mensile delle retribuzioni</p>



<p>b) l&#8217;esistenza di debiti verso fornitori scaduti da almeno novanta giorni di ammontare superiore a quello dei debiti non scaduti</p>



<p>c) l&#8217;esistenza di esposizioni nei confronti delle banche e degli altri intermediari finanziari che siano scadute da più di sessanta giorni o che abbiano superato da almeno sessanta giorni il limite degli affidamenti ottenuti in qualunque forma purché rappresentino complessivamente almeno il cinque per cento del totale delle esposizioni</p>



<p>d) il ritardo di oltre 90 giorni nel pagamento dei contributi all’INPS e all’INAIL</p>



<p>e) debiti IVA per ogni singola liquidazione mensile o trimestrale superiore ad € 5.000,00</p>



<p>f) debiti per cartelle di pagamento dell’Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) scaduti da oltre 90 giorni superiori a € 100.000 per le imprese individuali, a € 200.000 per le s.n.c. e le s.a.s., a € 500.000 per le srl e le coop.</p>
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		<title>Carabiniere pugliese trasferito per incompatibilità ambientale: ricorre al Tar che gli dà ragione</title>
		<link>https://www.latoga.it/2021/01/19/carabiniere-pugliese-trasferito-per-incompatibilita-ambientale-ricorre-al-tar-che-gli-da-ragione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Avv. Enrico Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2021 17:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commerciale / Societario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I giudici amministrativi hanno valutato il criterio di applicazione di un provvedimento che può anche essere umiliante per chi lo subisce.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap is-cnvs-dropcap-simple">Incompatibilità ambientale. Così un carabiniere pugliese era stato trasferito con decisione del comando dell’Arma. Ma il militare non ha accettato quella decisione, ritenendola ingiusta appunto per il criterio di incompatibilità ambientale, e ha opposto ricorso al Tar. Assistito dall’avvocato Enrico Pellegrini si è rivolto al tribunale amministrativo regionale della Puglia, sezione di Lecce. Oggi la sentenza: il carabiniere ha ragione, secondo i giudici amministrativi leccesi.<br>La condizione di incompatibilità ambientale deve essere “determinata da una situazione oggettiva comprovata di rilevante pericolo per il dipendente stesso, o per gravissime ed eccezionali situazioni personali”, sottolinea l’avvocato. Ma non era questo il caso, secondo il Tar Lecce. Il militare deve rimanere al suo posto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><img decoding="async" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2020/05/IMG-20200506-WA0022-150x150.jpg" alt="IMG 20200506 WA0022" class="wp-image-201520" title="IMG 20200506 WA0022"/></figure></div>



<p>Sul punto precisa l’avvocato Enrico Pellegrini (foto a sinistra): «La sentenza breve odierna del Tar Lecce è conforme e coerente con i princìpi costituzionali e con il codice militare che, in accoglimento del ricorso afferma la necessità concreta che anche gli atti di “autorità” debbano necessariamente uniformarsi alla specifica previsione normativa dettata dall’articolo 52, comma 3 della Costituzione “con conseguente necessità, anche per l’amministrazione della difesa, di osservare, in relazione a fasi di organizzazione e gestione del personale (quali i trasferimenti) che non si differenzino, per procedimento e finalità, da quelli del restante pubblico impiego, dai principi e criteri che segnano il modo d’essere di tutti i rapporti tra Stato-apparato e cittadini, essenziali per la stessa concezione di uno Stato democratico”».</p>
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